Pensieri sparsi

Aggiornato il: gen 11



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Il modo più efficace per essere infelici e cercare la felicità! Di per sé infatti in questa ricerca è insita un'aspettativa ed uno spostamento della propria attenzione ad un futuro immaginato e quindi irreale. Vivere nel presente è una condizione indispensabile, non dico per essere felici, ma per essere pieni e reali. Ma che significa vivere nel presente? Non è certamente una specie di atteggiamento che si cerca di ottenere, bensì consiste nell'affinare la pratica dell'attenzione consapevole, radicata nel corpo, a ciò che sta avvenendo e a ciò che stiamo sentendo. Questa pratica si affina col tempo e con un esercizio disciplinato e costante. La concentrazione sul proprio respiro è un aiuto ad essere presenti, ma non è necessaria. Con la pratica, poco per volta, SENTIRSI ESISTERE, essere consapevoli dello scorrere dell'esperienza interna ed esterna, diventa sempre più naturale e spontaneo. Si comincia a sentire una specie di CONSISTENZA che dà spessore all'esperienza di quel momento, anche se si tratta di una situazione banale, piccola, come stare in una stanza, affacciarsi ad una finestra o semplicemente camminare. Bisogna però allenarsi a lasciare andare il COMMENTATORE, quella voce interna che descrive l'esperienza che stiamo vivendo in quel momento, impedendoci di sentirla, di esserci dentro, di assaporarla per quello che è. Il commentatore pone un filtro tra noi e l'esperienza, analizzandola secondo schemi mentali precostituiti. Ognuno ha i suoi schemi e devono essere osservati, riconosciuti, per poterli lasciare andare. Bisogna imparare a osservarli nel momento in cui entrano in azione, facendo loro perdere il loro automatismo. Quando guardiamo anche un semplice oggetto, lo commentiamo, lo colleghiamo ad altro, poniamo su di esso giudizi e valutazioni, perdendoci l'esperienza sempre nuova di quell'oggetto. Ciò avviene ancora più intensamente quando guardiamo una persona, sulla quale in automatico poniamo le nostre proiezioni, ed in questo modo non la vediamo più per ciò che è in quel momento. Non bisogna essere illuminati per fare questo. Ci vuole un retto intento, una sincera aspirazione ad essere veri e la costanza e la perseveranza ad esercitare l'attenzione consapevole.


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Quando si dedica la propria vita a cercare la Verità di se stessi, ovvero piccoli barlumi di essa che si riflettono nella Vita più ampia che ci contiene e ci sorregge e nella Terra che ci nutre, accade anno dopo anno che si perdono pezzi di ciò che credevamo fosse la nostra "identità". Sono più gli errori che i successi, le paludi e i rovi, gli smarrimenti che lasciano senza fiato. Ma qualcosa di vago inizia a prendere forma, qualcosa che per molto tempo resta nascosto, ma cresce, qualcosa che è sempre stato nel fondo di noi stessi. Poi questa Cosa appare in brevi momenti di grazia e sorride con una potente leggerezza e prende sempre maggiore consistenza. Nel frattempo continua il processo di scarnificazione ed il guerriero sincero non si arrende e continua imperterrito ad immergersi nel proprio Cuore, spazio di verità e di accoglienza, e si accorge che quella Cosa è se stesso...ognuno è quella Cosa nella sua natura essenziale. Diventa solida la certezza che senza quella Cosa non esiste nessun autentico cammino di trasformazione. Non c'è psicologia che tenga, non c'è metodo, non c'è pratica, non c'è nessuna scorciatoia né erudizione o filosofia che serva. Qualsiasi sistema psicologico o filosofico che non contempli la possibilità di toccare questa Cosa, questo Centro essenziale, questo nucleo di Coscienza luminosa e colma d'Amore che ognuno di noi è conduce al fallimento nel peggiore dei casi oppure può solo dare un certo insipido benessere. Solo una psicologia integrale che abbia cura della nostra essenza e della nostra forma da essa animata, ovvero che contempli la possibilità di agire sulla struttura del nostro carattere ed apra contemporaneamente la via al contatto con l'"anima" è veramente efficace. Dobbiamo tornare ad essere ANIMA se vogliamo dare una speranza alla Terra.


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Tutto ciò che sappiamo è l'immagine del mondo che costruiamo con la nostra mente. Gli unici momenti veri accadono quando il Sacro ci sorprende, inaspettato..


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Salvo casi eccezionali, la via spirituale inizia sempre con gli inquinanti dell'ego, così ben descritti dai libri di Mariana Caplan. Le motivazioni che spingono ad iniziare la ricerca interiore sono confuse, dettate da un disagio comprensibile soprattutto in un'epoca storica come questa, ammantata di menzogne spudorate. Anche le idee più nobili sono riciclate dal sistema delle mode, del consumo, del denaro e del potere.

Naturalmente anch'io non sono scampato a queste istanze, quando da ragazzo ho iniziato ad interessarmi alla spiritualità. Con gli anni, poco per volta, prendendo grandi colpi dalla vita, certamente causati da me, le illusioni narcisistiche sono crollate ad una ad una.

Ho chiaramente visto che la via spirituale è una via di Verità, impietosa verità (fortunatamente), che ci mette di fronte alle nostre miserie, senza fare alcun sconto.

La via spirituale è una vera opera al nero in cui si mettono tutte le nostre energie al servizio dello scioglimento dell'ombra, operazione dolorosa, ma necessaria. si tolgono i veli uno per uno, umilmente.

Ma le Bellezze ci sono, vengono all'improvviso come doni inaspettati che indicano la direzione e offrono delle comprensioni. Questi doni però non sono importanti, non bisogna scambiarli per la meta. Sono pietre miliari che segnano il percorso. La Coscienza è ALTRO.

Al punto in cui mi trovo adesso (ho pudore a dirlo) inizio ad avere la certezza che le trasformazioni avvengono nel modo in cui si è coscienti nella vita, quella comune, normale, quella in cui si va al lavoro, si va alla posta, si esce con gli amici. Sono azioni che continuiamo a compiere normalmente....ma TUTTO CAMBIA.

Lo sguardo è un altro, si inizia a VEDERE al di là del velo della nostra menzogna. Corpo, sentimenti, sensazioni, azioni, sono partecipate da un altro punto di osservazione; si è contemporaneamente testimoni ed attori. Ma la sensazione di Verità risiede in quello SGUARDO.

Il punto di osservazione si posta. Si è una COSA che è immersa in uno spazio-tempo, ma non ne fa parte.

Non si pensa a se stessi come al "signor tal dei tali", ma si percepisce una densità da cui stare nella vita. Quella densità è l'identità che però non è caratterizzata da attributi.

Ogni istante della vita ha corpo e non c'è bisogno dell'esperienza eccezionale. Il normale diventa eccezionale.

L'ego cerca sempre le intensità nella vita, le esperienze speciali, gli amori incredibili, le avventure. Tutta roba da quattro soldi. Esiste una meraviglia nascosta dentro e fuori che la grossolanità impedisce di gustare. C'è un nettare in fondo al cuore che anima quello sguardo e trasfigura la semplicità.

Ma il percorso è arduo. Bisogna sfrondare continuamente il nostro albero di plastica che chiamiamo identità, abbandonare i sogni di illuminazione colorati dalla nostra personalità infantile ed annebbiata da fuochi di artificio. Ma soltanto così vivere acquista un senso di verità perché non viene filtrato dalla struttura corrotta della nostra personalità.


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Ormai svolgo la mia attività di psicoterapeuta e ricercatore "spirituale" da 40 anni e ho constatato che, tra le persone che vengono da me in terapia, le categorie più difficili sono TALVOLTA psicologi, psicoterapeuti e meditanti di qualche tipo. Ebbene, in molti casi sono i più suscettibili. Ma, tranquilli, anch'io sono stato per molto tempo presuntuoso e permaloso, soprattutto quando si trattava di mettere in dubbio certi miei atteggiamenti e credenze spirituali. Da qualche anno ormai questo non mi accade più perché non mi sento “identificato” con la ricerca interiore, proprio perché la ritengo fondamentale nella vita, e provo tenerezza e dispiacere talvolta per coloro che continuano a non riconoscere il loro narcisismo spirituale e si arrabbiano quando tento di farglielo vedere. Alcuni terapeuti, spiritualisti e operatori olistici fanno diventare la loro scuola come un partito politico o una squadra di calcio ed il loro maestro come un un candidato o un calciatore da loro amato. Appena mi accorgo che si sta innescando questo meccanismo per cui si rischia la rissa, come avviene nei bar quando si parla di calcio o nei salotti quando si parla di politica, mi fermo immediatamente per non entrare in sterili polemiche! Da giovane mi alteravo moltissimo quando si parlava male di Wilhelm Reich o di Sri Aurobindo. Lo sentivo come un attentato alla mia "importanza personale". Se ci ripenso, provo ancora un po' di vergogna per la mia stupidità e presunzione. Ma col tempo per fortuna questi atteggiamenti svaniscono. Purtroppo però alcuni continuano a mantenerli e ad alimentarli. Credersi nel giusto è davvero infantile, soprattutto per chi, percorrendo una via di consapevolezza, dovrebbe accorgersi di quanto grande sia la nostra ignoranza. La regola aurea e sempre "mettersi in DISCUSSIONE".


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Nella vita ci sono alcuni punti di passaggio radicali che sanciscono il salto ad una ottava superiore. La mente non è in grado di valutarli e non deve interferire con il suo "comune buon senso". Questo è il momento della sincerità con se stessi, in cui verificare se il nostro Surrender è davvero autentico. Non si tratta di rinunciare, ma di lasciare che il nostro essere psichico prenda in mano il timone della nostra vita. Si tratta di affidarsi alla corrente, continuando a tenere la pagaia tra le mani, vigili e pronti...


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Una vera fonte d’infelicità è volersi cambiare. Non c’è nulla da cambiare in noi stessi e non siamo sbagliati. Ognuno ha la sua natura, le sue caratteristiche, le sue predisposizioni.

Lottare contro se stessi è una cosa veramente stupida. Significa esasperare il conflitto all’interno ed all’esterno. È invece un atteggiamento saggio iniziare ad accogliere ciò che siamo, comprese quelle parti che non ci piacciono, perché il primo vero passo è prendere atto senza giudizio di ciò che siamo. Rifiutare una parte di noi o, peggio, detestarla, significa darle forza e combattere una battaglia persa in partenza. Noi dobbiamo invece includere ogni parte, se vogliamo integrarla e trasformarla.

“Voglio cambiare”, “voglio essere diverso”, è la litania del nostro secolo. Ognuno invece deve fare i conti con ciò che è e con ciò che ha, perché è proprio questo il primo atto di identità.

Il problema dell’infelicità non è essere sbagliati, ma non far funzionare armonicamente ciò che siamo, ovvero le risorse, le qualità, i talenti ed anche i limiti e le fragilità. Non dobbiamo cambiare macchina…ma rendere efficiente quella che abbiamo. La trasformazione agisce su ciò che già siamo, integrandolo e accrescendo alcune caratteristiche e diminuendone altre. Se ho i capelli bianchi, non li tingo, ma posso agire sulla loro lunghezza, posso averne più cura e mantenerli morbidi e pettinati; tingerli vuol dire cambiarli, averne cura vuol dire trasformarli. Il segreto è rendere funzionale la struttura della nostra personalità, aderendo a ciò che siamo.

I tiranni contro noi stessi sono il giudice interno e il senso di colpa. Essi sono i nostri veri nemici che avvelenano la nostra vita a tal punto da boicottare anche i progressi che facciamo, insinuando che non ce li meritiamo. Quindi, la trasformazione di sé avviene attraverso l’accettazione di sé e nutrendo sentimenti di tenerezza verso se stessi, soprattutto per tutto ciò che ci rende deboli.


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Non si tratta di cercare qualcosa perché questo atteggiamento ci sposta nel futuro. Ma quando invece si abita pienamente l'esperienza del presente, fatta di piccole cose che ci parlano di noi, allora si costruisce il futuro, senza cercarlo. Smettendo di cercare si trova ciò che serve, niente di più, niente di meno; allora ogni azione diventa efficace e conduce alla saggezza, quella semplice, che non vuole parole. In tal modo il presente, che un istante dopo è già passato, alimenta il bagaglio di esperienze consapevoli che formano la collana della nostra vita.


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La vera consapevolezza si trasforma in AZIONE. Senza passaggio all'atto la consapevolezza è sterile. Per questo più volte ho sostenuto che la meditazione non sostituisce le pratiche psicologiche (psicoterapie, gruppi di crescita personale ecc... ) ... La consapevolezza è grounding, RADICAMENTO alla Vita, altrimenti è solo un altro dei mille modi che escogitiamo per fuggire.


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L'esperienza spirituale interiore è di fatto custodita nel cuore ed è nella sua sostanza un fatto esclusivamente privato ed intraducibile. Può essere trasmessa non con le parole, ma per contagio. Le parole possono essere solo dei veicoli per la trasmissione, come un'onda portante. Ovviamente questo accade se le parole esprimono un'esperienza REALE dell'insegnante. Chi vive certi stati di coscienza però non appare diverso dagli altri. Non cercate strani comportamenti che nella banale fantasia sono creduti come segnali di illuminazione Il saggio gioca, ride, scherza e sa godere della vita, ma dentro ha un altro sguardo che solo lui sa. Sostanzialmente l'unico parametro che può farlo riconoscere ad alcuni è la sua capacità di attivare concrete trasformazioni in coloro che lo incontrano nella vita.


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Abitare il gesto del momento, la semplice azione dell'ordinario, è possibile quando si resta in quel silenzio che fa da sfondo alla marea del respiro che va e viene, abitandolo con discrezione, tornando a casa ad ogni istante, nella casa del Cuore. Lo spazio del Cuore è l'oceano in cui risuona un principio di identità che non ha nulla a che fare con l'io, ma ha il sapore dell'esistere come un centro senza forma che scorre nella Vita e Oltre...


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Normalmente la molla propulsiva che spinge all'azione è il desiderio. Tutto è semplice finché non inizia ad instaurarsi un nuovo ordine nel sistema individuale: l'impulso dell'anima. Si assiste ad un passaggio di consegne del desiderio nei confronti dell'aspirazione. Ciò che prima motivava non ha più la forza sufficiente e accade un fenomeno strano: la coscienza individuale impara a guardare con altra consapevolezza le stesse cose di prima per scorgere un senso nascosto al servizio di un certo sapore "divino". Se trova questo senso, si ripristina la spinta all'azione e quella stessa cosa può essere compiuta all'insegna però di una motivazione interiore. Se però questo senso non c'è, allora quella cosa o quell'azione perde di attrattiva e di significato. Questo passaggio di consegne produce talvolta grande crisi perché i parametri della scelta non sempre sono chiari e ci sono momenti di vuoto in cui si resta immobili, con una sensazione di mancanza di senso. Quando però la transizione si compie, riappare la spinta alla vita e diventa nutriente l'azione e l'esperienza.


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Penso che sia necessaria un ulteriore commento a ciò che ho scritto sul "sentirmi dinosauro". Credo che molti ricercatori talvolta percepiscano in se due aspetti contrastanti...badate bene...ho detto credo...: una parte che chiamo semplicemente umana, ed un Centro di Identità che è attivo e sveglio all'interno. Per quanto mi riguarda questo stato comporta che l'aspetto umano reagisca, vibri, si alteri, ma tutto ciò resta in superficie. Ciò che ho scritto quindi esprime una osservazione sentita, una senso di distacco e di lontananza da certi messaggi e modi di pensare attuali, ma non disperazione, disfattismo o senso d'mpotenza. Anzi...sento ancor più intensa l'aspirazione a portare le mie esperienze, per quello che valgono, far conoscere ciò che fin'ora ho appreso dalla vita, senza scoraggiarmi e sapendo sempre che sono punti di vista relativi. Preferisco dare strumenti, piuttosto che teorie, per mezzo dei quali ognuno sia libero di procedere secondo il suo stato interiore ed il suo raggio d'azione. Ritengo che Sri Aurobindo, Mère (e ci metto anche Satprem) abbiano tracciato una Via evolutiva unica e davvero rivoluzionaria, anche se di fronte a questi giganti, personalmente mi sento all'asilo. Sono convinto che la forza emergente dovrebbe essere un NOI sempre più sentito e vissuto. La trasformazione individuale ormai non può essere solitaria, ma deve coinvolgere intimamente sempre più individui. Qualsiasi cosa accadrà sarà quella che deve essere perché il nostro piccolo piano umano e terrestre fa parte di un piano più vasto che ci sfugge e di cui però possiamo intuire l'enorme portata in certi momenti di Grazia quando l'Essere Psichico emerge. Quindi il mio è un invito ad un impegno costante, malgrado tutto, fino all'ultimo respiro.


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Mi accorgo di essere ormai una specie di dinosauro, come si diceva una volta... Appartengo ad un mondo che non c'è più e mi sento sempre più estraneo a quello che ha preso forma adesso. Anche se continuo a portare avanti nel mio piccolo l'impegno a far conoscere il Valore della Consapevolezza e dell' Interiorità, non condivido i valori e persino molte impostazioni della psicologia attuale e della spiritualità così come viene mostrata. Sono grato della mia età che per motivi naturali non mi consentirà di vedere ancora per molto gli scempi dell'idiozia umana, soprattutto di vari studiosi, scienziati e soprattutto economisti ed oligarchi. Il Dio Profitto sembra aver vinto. Ma nutro una Speranza ed una Fiducia in fondo al cuore...forse accadrà qualcosa di inaspettato... Certo ci sono molte persone che si stanno "svegliando" ai valori della Vita e della Coscienza... Ce la faremo armati soltanto delle nostre piccole azioni di semplici cittadini del mondo?


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Ognuno di noi, se è animato da vera sincerità ed umiltà, coglie dei frammenti di VERITÀ, per mezzo di "esperienze vissute in prima persona". Poterle confrontare e condividere SENZA PRESUNZIONE è una grande ricchezza per tutti noi. La sirena dell'ORGOGLIO è sempre in agguato, anche in chi è sincero e credo che il lavoro più difficile per noi sia quello di essere sempre vigili alle infiltrazioni della vanità. Ad un certo punto della Via si prova una vera fatica a reggere queste "alzate di coda" dell'importanza personale. Istantaneamente il Testimone le smaschera e le lascia andare. A che ci serve nutrire tanta supponenza e sprecare tutte queste energie per far vedere quanto siamo "bravi e saggi?🤗 Se riusciamo a guardarci da fuori, come se osservassimo degli attori sul palco, vedremmo dei bambini che dicono: il mio giocattolo è più bello del tuo....ahahahahah. A volte ancora mi capita di fare così, anche per pochi secondi, e nasce in me una lieve tenerezza ed un sorriso! Credo che un segnale di saggezza sia proprio smascherare all'istante questi personaggi così infantili che abbiamo tutti noi, anche chi da tantissimi anni si dedica seriamente e con costanza alla Via della Consapevolezza. Anzi, proprio chi "pratica" da lungo tempo è soggetto in maniera più insidiosa e sottile a queste cadute. L'importante è accorgersene e fare pulizia!


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Meditare è vivere...vivere è meditare. Questa frase banale, semplice, essenziale, ha senso se si comprende che meditare significa essere consapevoli di vivere e che si vive veramente soltanto se si è svegli. La trappola siamo noi: questo ormai è evidente. Ma per uscire dalla trappola bisogna ESSERCI. La consapevolezza è radicata nel corpo. Non si realizza nessun risveglio autentico senza un corpo cosciente, percepito e vissuto. Questo per me rappresenta il senso della meditazione. Meravigliarsi ad ogni istante, essere in amore camminando nella consuetudine, incantarsi a cogliere nei gesti della gente l'umanità nascosta, scoprire il sacro nel profano.


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Pratico la meditazione da quando ero giovane e ho avuto alcune esperienze sublimi e chiare.... Ma quelli sono doni sulla Via che non mi autorizzano assolutamente a parlare di illuminazione e a sentirmi arrivato da qualche parte. Ciò che invece mi trasforma poco per volta è la sempre maggiore conoscenza dell'ombra, delle trappole egoiche, della sottile persistenza discreta di una vena di consapevolezza. Quindi rispetto alla nostra relatività ed inpermanenza è un processo in divenire per realizzare uno stato che di per sé è già presente in ognuno di noi...ma potenzialmente, finché non diventa esperienza reale e costante.


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Se penso all'Illuminazione ho in mente solo i grandi Maestri dell'umanità. Ma se penso all'essere umano, lascio perdere questa parola così sconosciuta e abusata. Credo che al nostro livello umano la più grande qualità sia essere sinceri con se stessi, vedere con chiarezza le continue menzogne in cui ricadiamo e riconoscere anche i moti autentici del Cuore. Già questo è un traguardo inestimabile.


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Proviamo ad immaginare di essere una "coscienza" che ha preso una "forma" e che questa forma si chiami "essere umano". Da questo assunto ne deriverebbe quanto sia importante che la forma sia funzionale, armonica e coerente, affinché la coscienza possa manifestarsi ed esprimersi nel modo migliore e più completo. Ma se questa forma nelle sue varie funzioni neuroendocrine, istintuali, emotive e mentali è piena di conflitti, blocchi e disfunzioni, la manifestazione della coscienza sarà distorta ed imperfetta. Con queste premesse la priorità di una ricerca interiore sarà ovviamente rendere funzionale la forma o struttura disfunzionale, ovvero lavorare sul nostro carattere e sulla struttura psicosomatica. Ma sto solo provando a immaginare....


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Ci sono diversi gradi di Risveglio ed ognuno regge la Verità che è in grado di sostenere. L'importante è continuare a camminare con quella Verita che strada facendo cresce e diventa Azione.


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Forse il problema politico è solo una cortina fumogena. Ma ancora questa cortina funziona tantissimo. Dietro c'è l'economia, questo mi pare evidente. Ma ancora più dietro c'è la completa mancanza dell'essere umano. Cosa sta diventando la razza umana!? Dove sono gli Uomini e le Donne che hanno un Cuore, un Coraggio, uno Sguardo? Sono pochi, mi pare. Mi sembra di assistere all'inizio di un nuovo medioevo, di veder crescere la barbarie, la miseria interiore, l'ignavia. Non credo nelle soluzioni politiche ed ideologiche...ormai siamo arrivati ad un punto molto prossimo al non ritorno, se dovessimo affidarci alle azioni umane convenzionali. La soluzione non è nelle rivoluzioni sociali, ma nella RIVOLUZIONE DELLA COSCIENZA. L'essere umano, così com'è, mi sembra che abbia fallito. Ma ci sono ancora individui che possono adoperarsi su altri fronti, il fronte dello sviluppo della consapevolezza, il fronte della trasformazione interiore, il fronte della crescita personale. E poi credo che il processo evolutivo della Terra appartenga ad un piano più vasto che non conosciamo, ma che alcuni sentono ed altri, come Sri Aurobindo e Mère, hanno espresso chiaramente. Noi che operiamo a stretto contatto con l'intimità delle persone, abbiamo una grande responsabilità. Non dobbiamo assolutamente indottrinare nessuno, ma far affiorare una reale esperienza di coscienza, una percezione di libertà nel proprio carattere, una nuova capacità di essere consapevolmente attenti alla Vita.


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Spesso ho la sensazione che ci stiamo prendendo in giro, assumendo atteggiamenti evoluti che corrispondono ad un nuovo abito più accattivante. La Nuova Coscienza è trasparente. Non dobbiamo essere buoni, ma VERI...


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Puoi amare sinceramente soltanto chi ti conduce a te stesso. Ma lo temi, lo sfuggi e lo neghi perché ti mostra chi sei veramente. Il canto suadente della sirena, la voce accogliente del demonio, echeggia nel tuo ventre: "Resta con me, troverai conforto, oblio, sicurezza". Perché lasciare ciò che è noto, perché sconvolgere la tua vita, perché non deporre le armi e lasciarsi avvolgere dalle spire del serpente? Il demone si traveste di gentilezza, ti invita a restare nel giaciglio. È abile a creare suggestioni, a illuderti che con lui troverai la pace. Se cederai, si nutrirà della tua vita che lui non ha, del tuo amore che lui non ha. Chi ti ama perché TI VEDE è cosi scomodo perché apre il tuo sguardo alla Bellezza che hai sepolto da strati di paure. Così nella vita restiamo imprigionati da chi non vuole che siamo liberi perché chi è libero non accetta di essere preda. Il demone invece parla con voce suadente, conosce i nostri punti deboli, gioca con i nostri sensi di colpa. ipnotizzati dal suo sguardo, crediamo di amarlo, di averne bisogno. Lui ci promette una vita conosciuta, in cui tutto è già segnato. Ma chi ci ama veramente ci mostra La Rosa dell'Amore e la Spada della Conoscenza e ci scaccia dal finto paradiso.


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Ciò che mi da gioia nella ricerca interiore è la bellezza della condivisione con altri Compagni di Via, senza dover dimostrare niente, sapendo che ognuno ha qualcosa di prezioso da offrire. Ciascuno può essere per l'altro in vari momenti un'occasione, una guida, un insegnamento, un rifugio caldo ed un sorriso.


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La consapevolezza è la mano della Coscienza che accarezza la Vita.


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Ci sono i Veri Maestri, ci sono le Grandi Donne e i Grandi Uomini... ...e poi ci siamo noi, esseri comuni, che indossiamo con nobiltà le ferite e le paure, noi che abbiamo il cuore nella jungla sconosciuta che ci chiama ed alla quale non sappiamo resistere perchè la nostra anima appartiene già a questo Mondo Nuovo che si sta preparando, anche se le nostre umane fragilità ci fanno cadere nel vecchio mondo dell'ignoranza. Non apparteniamo completamente alla vecchia specie e non apparteniamo alla nuova. Ecco perchè l'unico mondo in cui riusciamo a stare è nello spazio del Cuore in cui luci ed ombre possono unirsi. Siamo guerrieri scalcinati, un'Armata Brancaleone. Ma niente può fermarci e solo noi, nel segreto della nostra caverna, combattiamo ogni giorno, di nascosto, senza gloria, le battaglie per una Vita Vera. La Vita però diventa meravigliosa quando uno squarcio della Nuova Coscienza si apre nell'abisso ed ogni ferita ed ogni caduta ci rendono più forti. Non tradiremo mai l'Aspirazione a creare nuove Terre e nuovi spazi di Bellezza, fino all'ultimo respiro!


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Se hai bisogno di poco, la vita è gioiosa; ti godi le piccole cose come cibo da Re e la gratitudine sgorga ad ogni risveglio.


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Guardando il problema da un'altra prospettiva credo che l'ego, con le sue disfunzioni, miserie e conflitti, sia una benedizione.... Infatti costringe gli esseri umani a non ristagnare nelle paludi della pigrizia e, in certi casi, fornisce un'occasione ed uno stimolo per diventare migliori.


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La ricerca interiore è certamente un movimento che ci porta all'interno per VEDERE ciò che siamo veramente, ma non deve diventare invece una giustificazione più nobile del proprio egoismo. A cosa serve affrontare i grandi temi esistenziali, se non ci accorgiamo che accanto a noi ci sono persone vicine che sono in difficoltà? Tutti presi da noi stessi non siamo capaci di chiederci come stanno le persone a cui dichiariamo amicizia e affetto. Al contrario, più entriamo in noi stessi più ci dovremmo sentire uniti agli altri individui, riconoscendo loro in noi e noi in loro.


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Non è assolutamente necessario essere un maestro per vivere ed esprimere esperienze significative. Confesso che mi crea disagio quando si crede che io lo sia. Si possono avere dei valori, dei talenti e delle chiare comprensioni, pur essendo normali esseri umani, non certo eccezionali, fragili a volte e contraddittori.


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La vera spiritualità non rinnega mai la Vita. La rende sacra nei suoi aspetti più semplici e nelle azioni più consuete.


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Il problema non è non avere una storia personale, ma riuscire a non essere identificati e condizionati da essa.


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C'è un fondo di solitudine che con tenera malinconia rispecchia ciò che giace ancora nascosto nel cuore.


65.

“Tutto è Dio”, "Tutto è sacro”, "Tutto è perfetto” ha valore solo se è una esperienza reale, altrimenti sono solo belle parole senza senso, che conducono molti a non saper discriminare le loro azioni


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...e adesso basta con le chiacchiere! Il Vedanta dice che tutto è uno...verissimo... ma se non siamo nemmeno capaci di esistere come individui, questa conoscenza di Unità è solo intellettuale e teorica, per cui non ci serve a niente. Dobbiamo iniziare dalla prima elementare: dalla conoscenza dei meccanismi del nostro carattere.


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Un asceta che era considerato saggio ripeteva al suo allievo: tutto è uno. L'allievo, fidandosi del maestro, cercava in tutti i modi di realizzare questa verità. Cominciò così a vivere la sua vita come se tutto fosse uno. Si faceva piacere le ingiurie, le frustrazioni, le persone malvage, i cibi cattivi, ripetendo a se stesso continuamente: tutto è uno. Un giorno però non ebbe più pazienza e reagì all'ennesimo sopruso.... Miracolo! Iniziò a sentirsi unito. E più imparava a dire no quando era no, non mi piace quando non aveva piacere e a dire sì quando era sì e mi piace quando aveva piacere, più si sentiva unito. Scopri la sua umanità ed iniziò a conquistare la capacità di discriminare sentendosi sempre più unito. Avendo fatto pace con la sua umanità sentì che cresceva l'unione con gli altri, con la vita, con la natura. Si sentiva pieno d'amore in sé e lo percepiva intorno a sé. Il suo cuore bisbigliava dolcemente: tutto è uno.


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Comprendo la molla che spinge alcune persone a ritirarsi in un eremo, a scegliere la via ascetica, a lasciare, per così dire, il mondo. Ma non fa parte della mia natura, anche se non nascondo che talvolta anch'io accarezzo questa idea. Ovviamente non giudico assolutamente chi fa questa scelta perché ognuno è padrone della sua vita e non sappiamo quali siano le motivazioni che stanno dietro. Inoltre ognuno ha il suo percorso evolutivo. Personalmente sento profondamente che la mia piccola azione è nel mondo e che sottrarmi ad esso sarebbe una mancanza di amore ed un atto di egoismo e di fuga. Ma diventa sempre più difficile trovare il senso nelle cose esterne, almeno che non trovi in esse una "luce", o magari un riflesso di una Bellezza più vasta. Sento che in questa fase storica è invece importante fare e dare tutto ciò che è vero e sincero, che bisogna agire per la Terra. Non importa se la propria azione abbia una portata limitata o vasta, ma importa che ci sia una Qualità ed una propulsione alla consapevolezza e che l'impulso all'azione nasca nell'intimità del Cuore.


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Ci sono posti semplici, per niente ricercati, che però hanno una loro bellezza. A me piace scoprire un certo fascino leggero, dove non ti aspetteresti di trovarlo. Ma bisogna imparare a liberare lo sguardo. Non amo il lusso, i luoghi dorati; un chiosco, una locanda, un paese che non ha pretese, suscitano la mia attenzione e inizio a cercare con lo sguardo e con il resto dei sensi particolari nascosti.


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Quando si è nella Ricerca di ciò che e Vero di se stessi non ci si può più fermare ormai. Si tolgono incrostazioni di continue menzogne e veli sempre più sottili. Anche quando sembra di essere fermi, dentro il Lavoro continua, silenzioso e invisibile, per poi esplodere improvviso e squassare le fragili certezze. La realtà intorno a noi non è più la stessa ed ogni volta ci troviamo in un nuovo territorio a noi estraneo., tutto da esplorare. La Grazia e la Fede ci sostengono.


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Se la tua Presenza e' reale, ogni filo d'erba e' una scoperta che ti lascia senza parole.


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Mi sembra di essere un bimbo che cerca di comprendere l'infinito e di raccontarlo...


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Non compiere alcuna azione se la tua scelta e' confusa. Il guerriero si siede e contempla la bellezza della terra e sa attendere.


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L'Italia sta precipitando. Non so quanti si rendano conto del pericolo che stiamo vivendo, a causa di un vuoto morale della politica, in cui ormai, a prescindere dagli schieramenti, c'è una corruzione ed una malafede che non è nemmeno più nascosta, perché la maggior parte di cittadini è completamente assuefatta. Ma ciò che è peggio è che il fenomeno italiano si inserisce in una INCOSCIENZA MONDIALE. Ho la sensazione che le nazioni stesse esistano sulla carta, mentre il vero potere è trasversale, ed è esclusivamente gestito da organismi che hanno solo interessi economici predatori. Non ho soluzioni da proporre. Siamo di fronte ad una crisi evolutiva o involutiva della Terra. Penso che ora sia il momento dell'azione di ogni individuo, attraverso una assunzione di responsabilità sul suo modo di essere nella vita, nelle relazioni, nel lavoro. Agiamo sulla nostra coscienza, sulla trasformazione di essa, portando i valori essenziali nei nostri ambiti, anche se sono piccoli. La mia opinione è che SOLO UN RISVEGLIO DELLE COSCIENZE possa salvarci.


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In questo mare di menzogne e di malafede si può soltanto con determinazione continuare a mostrare semplici chiavi di volta a chi è in grado di intendere. Come dice Dante nel IX Canto dell'Inferno: "O voi ch'avete li 'intelletti sani mirate la dottrina che s'asconde sotto 'l velame de li versi strani."


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Scoprire l'importanza del corpo è scoprire l'importanza di esistere, ovvero la meraviglia di dare forma alla nostra identità.


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Credo che sia una grande ricchezza esplorare la propria solitudine in ogni circostanza. Si imparano sempre nuove cose su di sé. C'è un sottile confine tra stare da soli e sentirsi soli. In quel confine osservi chiaramente la natura del rapporto che hai con te stesso.


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Spesso parlo di una Via, di un percorso, di un cammino da seguire, di una disciplina...ma contemporaneamente so che non c'è nessuna Via, nessun posto dove andare... SIAMO già adesso... Ma c'è un piccolo problema...non lo sappiamo! Così ci servono le vie da seguire, le discipline, per scoprire d'un tratto che SIAMO QUI, PIENAMENTE QUI, e lasciare con gratitudine tutte le pratiche ed i metodi. Ma finché questo non avviene, la Via ci contiene e ci sostiene. Siamo umani in un divenire continuo e mutevole, siamo coscienze in un eterno presente. Mi offro interamente a Te, mio Signore...


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La ricerca spirituale è il percorso più CONCRETO che un individuo possa intraprendere. Si ha l'idea, completamente falsata, che la spiritualità sia un argomento evanescente, metafisico e lontano dalla nostra realtà. Al contrario, la spiritualità è una ricerca scientifica, accorta, attenta e impegnativa che ha lo scopo di REALIZZARE la natura più intima e VERA dell'essere umano. Chi si illude di intraprendere una via di beatitudine, è meglio che si dedichi a piaceri più a portata di mano. Bisogna essere disposti a scendere negli inferi e a svelare ogni menzogna. Bisogna accettare la nostra realtà, non quella che ci raccontiamo, per poterla trasformare. L'uomo cosciente di sé non vive nella gioia perenne, ma nella totale PRESENZA. Ciò significa che non è più IDENTIFICATO con niente e RESTA SE STESSO nel piacere e nel dolore, nel bene e nel male. Essere nel CUORE equivale ad accogliere tutto ciò che la vita riserva, senza perdere SÉ.



50

Appare sempre più chiaro che viviamo una costruzione mentale della realtà...è come sognare, credendo di essere svegli. Comincio a intravedere qualcosa di vero attraverso le pareti che stanno diventando trasparenti!


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Essere capaci di amare è una qualità che pochissime persone sono in grado di esprimere. Quasi tutto ciò che chiamiamo amore è solo un riflesso di una potenza inaudita che risiede nel centro più segreto del nostro Cuore. Questa Forza essenziale nel suo manifestarsi viene inevitabilmente inquinata dai bisogni, dalle paure, dai vuoti e dalle difese che si sono stratificate lungo il corso dello sviluppo, a partire dalla fase intrauterina. Proprio per questo, ogni sentimento d'amore può diventare una grande occasione, se decidiamo di fermarci ad osservarlo. Esso infatti ci consente di mettere a nudo le ferite che ci impediscono di essere veri con noi stessi, con gli altri e con la vita. Non è l'amore che acceca, ma sono le paure che esso smuove. Nella sua natura autentica invece esso ha chiarezza, ha uno sguardo limpido, una coscienza nitida. Purtroppo sprechiamo l'occasione che esso ci offre perché ignoriamo che la sua potenza crea un terremoto nella struttura del nostro ego, attaccato a bisogni infantili e a sentimenti di abbandono e di perdita. Ogni volta che l'amore sorge in noi, sotto qualsiasi forma, entriamo nel silenzio, volgiamo lo sguardo all'interno di noi stessi coraggiosamente, guardiamo con tenerezza le piccole e grandi meschinità che vengono a galla, le fughe, le richieste egoiste, la svalutazione di noi stessi. L'amore ci insegna l'umiltà.


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Il guerriero rompe gli schemi convenzionali ed agisce con una lucida follia!


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Talvolta una potenza inaudita ti afferra e ti fa fare azioni che non avresti il coraggio di compiere! E' la potenza dell'anima...

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A volte ho la sensazione che tutto ciò che viviamo nella vita, anche le cose più belle, ci riportino ad una nostalgia profonda di una mancanza sostanziale, LA NOSTALGIA DELL'ANIMA! Come se nel fondo di noi stessi ci fosse una coscienza più vasta che SA che il relativo esprime riflessi di assoluto che sono spesso preclusi. L'Uomo dovrà ancora subire modificazioni significative per VIVERE PIENAMENTE L'ASSOLUTO NEL RELATIVO.


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Essere in grado di amare veramente è il più grande traguardo dell'essere umano. Il senso della vita è realizzare questa Aspirazione, progredendo, passo dopo passo, verso questo stato che già è racchiuso dentro di noi.


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Quando sei aperto è più facile essere ferito nel cuore! Benedette ferite che ti permettono di vedere quelle fragilità che si annidano in te, sempre più nascoste...


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Ho gettato a mare da tempo ogni desiderio di illuminazione, di perfezione, persino di spiritualità…ho fatto pace con i limiti evidenti, con gli scivoloni così tremendamente e teneramente umani…ed ho scoperto che gli sprazzi di verità sono più frequenti, che la coscienza è più lucida ed il cuore più aperto!


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D'improvviso l'essere psichico decide di farti cambiare rotta e lo fa in maniera così eclatante che non puoi che obbedire! Tutto diventa misterioso, come se dovessi tornare a scoprire la Vita con un altro sguardo. Una nuova nascita avviene e puoi solo affidarti senza riserve al Divino.

Non conosci la strada, ma solo il passo che stai facendo e poi quello dopo...e vai...

Ma un profumo speciale ti avvolge e dentro c'è un sentimento di sacra meraviglia e di ingenuo stupore.


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Se pensi solo alla meta, perdi la bellezza del percorso.


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Più cerchi di fuggire dalla vita, nascondendoti, più la vita ti prende a calci per stanarti!


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Smettila di compiangerti! La Grazia ti gira le spalle.


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Se hai bisogno di giustificare il tuo piacere sessuale con l'amore, c'è qualcosa di sporco nella tua sessualità.


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E' più facile osservare un nostro atteggiamento interno ed esterno, che affonda le sue radici in un meccanismo di difesa e che nasconde un bambino ferito nella sua identità, piuttosto che riconoscere la scusa che ci raccontiamo per giustificare quell’atteggiamento. Questa modalità di giustificazione ci fa sentire autorizzati a essere in quel modo, pur sapendo che non funziona e che non è salutare e vero.


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Osserva quanta miseria si nasconde dietro le tue nobili azioni.


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Accogli la miseria della tua nobile azione e separala dalla particella di Verità che è nascosta in essa.


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"Adesione profonda alla vita"

...Il guerriero non elimina il desiderio, che fa parte della natura umana, ma lo raffina. Il suo palato non sopporta più sapori grossolani. I sapori sottili si scoprono nelle manifestazioni della vita e procurano una gioia intima ed intensa che è alla portata di tutti coloro che la sappiano gustare. [...] Il guerriero dice: «Le radici della spiritualità si trovano nell'adesione profonda alla vita». [...] Fuggi da chi ti promette grandi traguardi. Fuggi da chi magnifica la sofferenza e il sacrificio. [...] Fuggi da chi ti vuole salvare. Ricerca la semplicità nelle tue azioni, nelle tue parole e nella tua via. [...] I processi di pensiero del guerriero diventano sempre più semplici, così come diventa più semplice il suo approccio verso la vita. Questa semplicità [...] nasce dalla pulizia della mente che avviene negli anni per mezzo dell'autosservazione, della meditazione e del contatto con il corpo. [...] Il corpo impara continuamente nella vita e quindi è importantissimo dargli esperienze di bellezza, di gioia e di piacere. Tutto ciò che ci accade passa attraverso il corpo. [...] Semplicità nelle sensazioni, semplicità nelle emozioni, semplicità nei pensieri, semplicità nelle azioni; questa è la caratteristica del guerriero".

da Il guerriero interiore - 108 aforismi per l'uomo di transizione


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Chi sorride di se stesso inizia a volersi bene!


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La ricerca interiore, per essere davvero completa ed efficace, si deve basare su un serio lavoro di destrutturazione dell’ego per mezzo di un intervento sulla nostra personalità e sui suoi condizionamenti psicofisici, e anche su un costante percorso di meditazione e su una disciplina (sadhana), liberamente scelta, che coinvolga ogni aspetto della nostra vita. La ricerca interiore quindi coniuga la ricerca psicologica e la ricerca spirituale. L’una senza l’altra conduce spesso a gravi errori. Il rischio costante dei ricercatori e di cadere nel narcisismo spirituale, senza neanche accorgersene. La ricerca interiore è la più stupenda avventura che un ricercatore possa affrontare, di fronte alla quale impallidiscono persino le vette dell’Himalaya.

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“Il punto d’arrivo del ricercatore è vivere la vita senza nessuna rappresentazione, ovvero essere in grado di non sovrapporre continuamente le proprie proiezioni su ogni avvenimento, cosa o persona. Invece la norma è di mettere su ogni aspetto della vita il nostro dramma personale, le nostre aspettative e l’illusione di ciò che potrebbe renderci felici. Ciò comporta che la nostra vita non è mai accolta così com’è." Forse qualcuno resterà sorpreso: “Come? Il punto d’arrivo non è l’illuminazione?” Non ci interessa nessuna illuminazione… ma avete idea di come cambi la percezione di sé e del mondo, quando non viene più filtrata dalla nostra mente? La Nuova Coscienza è vivere in questo stato o almeno averne continui assaggi, con un corpo gioioso e fremente che celebra la vita. Tutto ciò è possibile, se ci mettiamo in cammino con la passione dell’innamorato! Buon Viaggio.


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Coloro che sentono l'aspirazione a fare un percorso interiore spesso hanno la tendenza a dedicarsi maggiormente alla meditazione, pensando che oramai è preferibile lasciare il lavoro psicologico, emozionale e bioenergetico. Questa è una scelta pericolosa perché quanto più, per mezzo della meditazione, si realizzano esperienze di contatto con la propria coscienza, col il senso di unione con il cosmo, ed altre esperienze ancora più oceaniche, maggiormente sono messi in evidenza aspetti conflittuali del carattere, temi non risolti, zone d'ombra, che la meditazione stessa amplifica. In poche parole, maggiormente si amplia la nostra coscienza, maggiore e più accorto deve essere il lavoro sulla struttura del carattere. Il contatto con la nostra essenza produce energie potenti che mettono in crisi la struttura se non la rendiamo sempre più duttile e funzionale. Quindi non bisogna abbassare la guardia. Il lavoro di trasformazione del carattere e l'apertura dello spazio della coscienza devono sempre procedere insieme.

1

Abitare il gesto del momento, la semplice azione dell'ordinario, è possibile quando si resta in quel silenzio che fa da sfondo alla marea del respiro che va e viene, abitandolo con discrezione, tornando a casa ad ogni istante, nella casa del Cuore. Lo spazio del Cuore è l'oceano in cui risuona un principio di identità che non ha nulla a che fare con l'io, ma ha il sapore dell'esistere come un centro senza forma che scorre nella Vita e Oltre...


2

Non si tratta di cercare qualcosa perché questo atteggiamento ci sposta nel futuro. Ma quando invece si abita pienamente l'esperienza del presente, fatta di piccole cose che ci parlano di noi, allora si costruisce il futuro, senza cercarlo.

Smettendo di cercare si trova ciò che serve, niente di più, niente di meno; allora ogni azione diventa efficace e conduce alla saggezza, quella semplice, che non vuole parole. In tal modo il presente, che un istante dopo è già passato, alimenta il bagaglio di esperienze consapevoli che formano la collana della nostra vita.


3

Il guerriero sa ritirarsi nel silenzio per riflettere su di sé, ma deve stare attento a non soffocarci dentro...


4

Tutti i social, compreso Facebook, sono strumenti molto pericolosi, con una grande capacità di manipolare gli individui. Sono una vera e propria Matrix costruita per mantenere le persone nel sonno a loro insaputa, creando però l'illusione della comunicazione. Ormai ci siamo caduti dentro e questa realtà virtuale non possiamo disconoscerla. Che fare? Cerchiamo almeno di utilizzare questi strumenti per passare contenuti di qualità, informazioni e notizie che diano consapevolezza. Ma non usiamoli per comunicare. Torniamo almeno al telefono, alla voce, alla presenza reale dell'altro. Senza contatto fisico non c'è autentica relazione. Bisogna tornare a guardarsi negli occhi, a vedere le espressioni del volto, i movimenti del corpo, ad ascoltate le inflessioni della voce. Fare a meno di questi strumenti ormai è impossibile perché fanno parte della nostra realtà quotidiana, ma restiamo vigili.


5

Essere nel presente, essere nel qui ed ora...anche questo è stato usato dall'ego per continuare a perpetuare il sonno degli individui. Persino alcuni insegnanti di meditazione sono complici di questo uso improprio. Quando si dice che esiste solo il presente è vero nella dimensione umana della consapevolezza, ma non significa vivere una dimensione egocentrica, quasi epicurea, per cui ogni altra conseguenza non ha importanza. In effetti ogni azione del presente porterà a degli effetti; perciò il presente non è separato dal futuro. Noi abbiamo la responsabilità del presente. Anche il passato ha una funzione fondamentale, perché è il nostro magazzino di esperienza, che ci consente di poter discriminare le rette azioni, avendo appreso dagli errori del passato. Il qui ed ora quindi è piena presenza consapevole del momento presente, ma è anche inserito nel flusso del nostro processo evolutivo. Dire "penso solo al presente" è quindi un atteggiamento superficiale che manifesta un menefreghismo e non tiene conto della grande capacità dell'essere umano di prevedere e progettare.


6

Tutto ciò che sappiamo è l'immagine del mondo che costruiamo con la nostra mente. Gli unici momenti veri accadono quando il Sacro ci sorprende, inaspettato...


7

Quando si dedica la propria vita a cercare la Verità di se stessi, ovvero piccoli barlumi di essa che si riflettono nella Vita più ampia che ci contiene e ci sorregge e nella Terra che ci nutre, accade anno dopo anno che si perdono pezzi di ciò che credevamo fosse la nostra "identità". Sono più gli errori che i successi, le paludi e i rovi, gli smarrimenti che lasciano senza fiato. Ma qualcosa di vago inizia a prendere forma, qualcosa che per molto tempo resta nascosto, ma cresce, qualcosa che è sempre stato nel fondo di noi stessi. Poi questa Cosa appare in brevi momenti di grazia e sorride con una potente leggerezza e prende sempre maggiore consistenza. Nel frattempo continua il processo di scarnificazione ed il guerriero sincero non si arrende e continua imperterrito ad immergersi nel proprio Cuore, spazio di verità e di accoglienza, e si accorge che quella Cosa è se stesso...ognuno è quella Cosa nella sua natura essenziale. Diventa solida la certezza che senza quella Cosa non esiste nessun autentico cammino di trasformazione. Non c'è psicologia che tenga, non c'è metodo, non c'è pratica, non c'è nessuna scorciatoia né erudizione o filosofia che serva. Qualsiasi sistema psicologico o filosofico che non contempli la possibilità di toccare questa Cosa, questo Centro essenziale, questo nucleo di Coscienza luminosa e colma d'Amore che ognuno di noi è conduce al fallimento nel peggiore dei casi oppure può solo dare un certo insipido benessere. Solo una psicologia integrale che abbia cura della nostra essenza e della nostra forma da essa animata, ovvero che contempli la possibilità di agire sulla struttura del nostro carattere ed apra contemporaneamente la via al contatto con l'"anima" è veramente efficace. Dobbiamo tornare ad essere ANIMA se vogliamo dare una speranza alla Terra.



8 Come è possibile che l'uomo, considerato un essere intelligente ed autocosciente, continui a commettere sempre gli stessi errori, combattendo guerre, dando importanza solo al potere e al denaro, continuando a distruggere la Terra....ed andando verso la sua autodistruzione? Forse l'essere umano non è cosi intelligente come si crede. Anzi è decisamente stupido, miserevole ed ignorante. Molti studiosi che non si sono venduti al potere ormai dicono a gran voce che la finestra che ci rimane per correre ai ripari per quanto riguarda il clima si è ridotta a soli 12 anni. Oltre i quali il processo diventerà irreversibile. Eppure tronfi piccoli uomini al potere non 'sentono" nulla, come se tutto ciò non li riguardasse. La Terra, per quante risorse abbia, è comunque un sistema chiuso, anche se è viva. Già vediamo quanto essa si stia ribellando, quanto squilibrio ci sia nel clima, quante risorse diminuiscono... Tutto ormai non ha nessuna logica. Lo sfruttamento alimentare, le politiche economiche, il consumo ad oltranza, la mancanza di valori, la crudeltà verso ogni tipo di vita. Se l'essere umano si estinguerà, la Terra tuttavia continuerà ad esistere, privata con sollievo da noi parassiti umani! In alcuni individui c'è un risveglio ad una coscienza nuova, vera, etica, integrale. Il mio timore è che siano ancora troppo pochi per fare la differenza, ovvero per capovolgere la tendenza a questa oscura incoscienza. L'uomo è un essere di transizione, diceva Sri Aurobindo. Certo così come siamo, siamo davvero meschini e senza consapevolezza. Ma chi ha raggiunto un minimo risveglio non si arrende mai. Combatte con tutti i suoi mezzi e con saggezza per portare un po' di Luce in questa ignorante oscurità. Il guerriero con grazia ed intento inflessibile può morire combattendo per la Vita nuova e per la Vera Coscienza. 9 Sulla Terra l'Amore tra due esseri umani è la più grande sfida. È meno tremendo affrontare i Draghi o scendere negli Inferi che avere l'ardire di incarnarlo nella sacra dimora di due corpi. Ma è meglio sfidare la morte di questa fragile struttura umana che rinunciare a questa sfida! 10 Siamo piccoli uomini con dentro una Luce ed una Forza inesplorate. Il sistema ci sembra troppo potente per noi e ci sentiamo schiacciati...ma non è vero. Se sprigioniamo questa Luce e questa forza, INSIEME, siamo potenti anche noi. Esistono Vie della Coscienza che non immaginiamo e ognuno di noi si può collegare a questa Meraviglia, attivando la sua Scintilla con la forza dell'Aspirazione.


11

Il valore di una risposta o di un commento non è tanto nelle parole scritte o pronunciate, ma nel tono, nella emozione che esprimono, nella coscienza che c'è inesse. Si possono dire cose vere, ma se sono dette con arroganza, senza amorevolezza, non penetrano dentro e spesso suscitano la reazione opposta in chi le ascolta o le legge. Il fatto che chi riceve possa fare delle proiezioni non esclude la responsabilità di chi scrive o parla. Il piano del Cuore non può essere un atteggiamento mentale e tanto meno sentimentale; è uno stato reale che non può essere simulato. Chi opera in questo senso ha una responsabilità Etica.


12

Non bisogna distruggere l'ego, ma trasformarlo al servizio dell'Essenza.


13

Chiamo Via della Coscienza quel percorso di ricerca interiore che è sempre stato conosciuto come via spirituale. Questa via, invece di essere la negazione delle emozioni e degli impulsi umani, restituisce ad essi la loro nobiltà, a patto però che acquistino la dimensione naturale e che non siano espressione delle inibizioni, frustrazioni, e distorsioni di una personalità congelata e imprigionata. Le emozioni al servizio della espressione di libertà dell'essere umano sono qualita indispensabili alla crescita personale, insieme alla potenza gioiosa della energia sessuale che favorisce l'esperienza della fusione sublime. La Via della Coscienza è Coscienza incarnata, attiva ed espressiva nella forma che è il nostro Organismo. Ogni nostra funzione concorre ad essa. Non bisogna quindi cadere nell'ideologia della mortificazione della carne, della sofferenza come unico strumento di 'redenzione'. La Gioia è la natura sia della nostra essenza che del nostro corpo. Bisogna quindi conoscere bene le nostre emozioni, immergersi in esse senza però farsi sommergere, mantenendo un chiara Presenza.


14

Ormai la parola Mindfulness ricorre sempre più spesso e ci sono già segnali di inflazione, uso ed abuso di questa pratica che ha le sue vere e profonde radici nella Vipassana. Questo non dobbiamo dimenticarlo. Il rischio è, come spesso accade, di banalizzare ciò che può invece risultare prezioso, se correttamente e seriamente vissuto e praticato. La Mindfulness è nella sua sostanza una pratica per sviluppare col tempo uno spazio di maggiore consapevolezza di sé che include il recupero della Coscienza del corpo e della relazione con ogni aspetto della propria vita. Essere presenti nella vita non è infatti uno slogan ormai di moda, ma è la capacità reale di aderire ad ogni aspetto del quotidiano. Di conseguenza la mindfulness diventa gradualmente, non tanto una pratica, ma un modo di funzionare, uno stato di coscienza viva e piena che non scarta niente. Non ci sono fatti importanti e fatti banali. Tutto è degno di esistere, se ne facciamo esperienza. Ritengo che sia importante riprendere il contatto con la radice principale della Mindfulness che è appunto la Vipassana, recuperandone i valori etici. Personalmente mi sto muovendo in questa direzione e prossimamente vi darò delle informazioni più chiare.



15

Le esperienze di Coscienza durante il cammino spirituale avvengono anche se non si ha ancora un ego completamente trasformato e funzionale. Ma devono essere prese SOLO COME INDICATORI che ci mostrano il punto in cui siamo. Non bisogna restare attaccati ad esse, né gloriarsene, ma si deve procedere oltre.


16

Le regole più insidiose sono le affermazioni nette di ciò che è il sano modo di essere e di vivere. Categorie mentali su quando una persona è coerente o no, sulle scelte che esprimono buon senso... Io credo che ciò che da alcuni è considerato folle sia invece l'unico modo vero in cui quel determinato individuo (e solo lui) si ritrova e si sente fedele a se stesso. Ciò che conta è fare tutto in piena consapevolezza, nel rispetto degli altri, ma tenendo conto della propria natura. L'esperienza su questa Terra è breve e non deve essere sprecata. Bisogna mettere in conto anche l'errore che chi OSA può commettere più facilmente. Ma il guerriero vive con la morte a fianco che gli sorride e risponde ad essa col suo sorriso. Essa gli rammenta ad ogni istante la caducità e che ogni esperienza ha il valore di ciò che si imprime nella sua essenza più profonda.


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Nella Via del Guerriero della Nuova Coscienza si scopre poco per volta che sono le azioni più semplici su cui si possono ricavare grandi insegnamenti e consapevolezze. La domanda da porsi continuamente è: "COME mi sto ponendo in questa situazione?" "Sto cercando di dimostrare qualcosa a me stesso, sto cercando di avere potere su un altro, sono prevenuto, quanto conosco realmente di questa situazione o di questa persona?" La PRESUNZIONE accompagna spesso ogni ricercatore! In realtà non sappiamo niente, non siamo niente, se non piccoli palloncini gonfiati con un pizzico di conoscenze appiccicate. La Trasformazione avviene quando si SENTE davvero che abbiamo rinunciato a tutto questo, che non c'è più l'esigenza di dimostrare agli altri quanto siamo bravi e saggi. Scende allora una PACE autentica nel cuore e i nemici interni ed esterni svaniscono.


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La meditazione è il tempo dell'anima, quel sublime istante del presente senza tempo in cui il tempo scorre attimo per attimo, silenzioso, per dispiegare allo sguardo della coscienza umana l'essenza di ogni avvenimento della Vita.


19

Ho letto in una fonte che dovrebbe essere "autorevole" che la Vipassana è una "tecnlca" che libera da tutte le sofferenze, le ansie e le paure della vita quotidiana.... Ecco come distorcere una pratica millenaria facendola diventare un rimedio per tutti i mali. Non è così. La Vipassana consente di disidentificarsi dal dolore e dalle paure, di esplorarle, di realizzare un fulcro di consapevolezza che consenta di avere maggiore chiarezza e pienezza dopo anni di pratica costanteformale ed informale, ma non è una ricetta per la felicità. Non si medita per la felicità, ma per la consapevolezza. Queste sono le trappole della spiritualità di consumo!. La Vipassana è una Via Tradizionale SACRA che ha un senso di vastità e che tocca la Natura essenziale di ogni individuo.


20

Realizzare uno stato di presenza e di attenzione consapevole non è un traguardo spirituale, ma una condizione psicologica di un essere umano integrato. Vivere nella percezione chiara del contatto con se stessi e con la vita rappresenta uno stato che dovrebbe essere naturale in un individuo che abbia un reale equilibrio. La spiritualità è altro. Semmai potremmo dire che il cammino spirituale inizia quando lo stato di presenza consapevole comincia a manifestarsi. La Ricerca spirituale riguarda una dimensione vastissima dell'Essere in cui la nostra Identità essenziale è immersa. È un viaggio che dura tutta la vita e che non garantisce la pace, la felicità e il benessere nel modo in cui lo si intende comunemente, ovvero come se fosse un prodotto da acquistare e da consumare.


21

L'attenzione consapevole è la via maestra per stabilizzare la Presenza. Il respiro consapevole è il filo d'oro da seguire per attivare la coscienza di sé. Attenzione + respiro sono gli ingredienti del Risveglio.




22

In meditazione teniamo gli occhi chiusi per poterli avere ben aperti durante la vita. Volgendo lo sguardo all'interno con la pratica vediamo con sempre maggiore chiarezza quante opinioni, idee e giudizi preconfezionati sovrapponiamo alle azioni e alle relazioni. La pratica di consapevolezza ha come scopo di base snidare le continue illusioni che ci offuscano; in questo modo quando siamo ad occhi aperti la visione si fa più chiara ed autentica. Diventa sempre più difficile indorare le nostre motivazioni, credere ai nobili sentimenti, all'amore che crediamo di cercare con ogni fibra. Ci accorgiamo che la portata vera di ciò che siamo è molto più meschina e che l'interesse personale è la molla di quasi tutte le nostre motivazioni. Ecco perché praticare sinceramente una via di consapevolezza è per pochi: occorre un'autentica umiltà, il coraggio di smascherare le tanto sbandierate doti e qualità che cerchiamo di vendere agli altri. Di fatto moltissime persone adoperano le vie di consapevolezza in modo rituale, stereotipato e suggestivo per sentirsi a posto con la coscienza, acquisire una nuova patente di meditante, che fa sempre effetto e si può spendere in società.


23

L’esperienza dell’essere umano è la continua trasformazione della realtà interna ed esterna. Esiste un luogo in cui ci si sente sempre a casa, ed è nel proprio Cuore. Ma ci vuole coraggio, costanza e determinazione per aprire questo scrigno.


24

È saggio non chi compie giuste azioni, ma chi sa riconoscere i suoi errori e impara da essi.


25

La solitudine è sempre una magnifica occasione per imparare qualcosa di se stessi.

La prima cosa da imparare è se davvero siamo capaci di trovare pieno nutrimento dalla nostra essenza. Se cominciamo a smaniare, a domandarci cosa fare e come ingannare il tempo, allora c’è sicuramente in noi un vuoto che non riusciamo a colmare. Bisogna indagare sulla natura di questo vuoto. Dover fare per forza qualcosa per sentirsi bene è un sintomo d’inquietudine; l’azione non è compiuta per esprimere una qualità, un’aspirazione, un vero interesse, ma per riempire quel vuoto di cui a volte non siamo nemmeno a conoscenza.

Ci sono persone cosiddette “attive” che considerano un segno di forza ed efficienza la loro continua necessità di agire. Ma la triste verità è che, se dovessero fermarsi, morirebbero di tedium vitae, non avendo autentiche risorse interiori a cui attingere.

Meravigliosa solitudine! Libera scelta di silenzio!

Nella e dalla solitudine emergono invece intuizioni, riflessioni, comprensioni. Tutto si ferma, la mente rallenta e talvolta tace, mentre la coscienza diventa attiva, fertile, lussureggiante.

Per non parlare delle passeggiate solitarie, tra gli alberi che ti osservano con discrezione, e tra i suoni del vento, del ruscello, delle fronde, degli uccelli…

Nella solitudine il guerriero non si sente mai solo!

Persino il silenzio ha un suono sul quale si può meditare, assaggiare l’istante che non ha tempo, perché non è nel tempo, si estende senza limiti e vola in un battito d’ali.

Nel silenzio della solitudine ci appare con chiarezza chi siamo veramente, cosa c’è nel nostro cuore, la vera natura dei nostri pensieri e sentimenti.

Per questo molti hanno paura della solitudine e devono coprire con rumori di gesti eccessivi e totalmente inutili la povertà e lo squallore della loro vita.

La solitudine è una preziosa compagna di viaggio: ci insegna a vedere, a fermarci sui dettagli, sulle sfumature, su quegli impercettibili particolari che sfuggono alla maggior parte di persone impegnate e distratte.

La solitudine sussurra all’orecchio parole intime, mostra minuscoli arcobaleni e canta melodie. Il guerriero è grato alla solitudine che lo istruisce nell’arte di amare.


26

La ricerca interiore è VIVERE, VIVERE, VIVERE…. Non è un rimuginare ossessivo, un ripiegarsi su se stesso con lo sguardo rivolto esclusivamente al proprio interno. Questo atteggiamento introvertito è FUGA, FUGA, FUGA... La consapevolezza che fiorisce attraverso la meditazione è la ricchezza che rende vivida, brillante, intensa ogni manifestazione del quotidiano. Siamo sulla Terra per VIVERE PIENAMENTE sia sgranocchiando delle mandorle, sia facendo una fila alle poste, sia al Teatro della Scala. Non ci sono cose piccole e grandi…c'è la nostra presenza totale nella rugiada e nella tempesta, nello zefiro e nel maestrale, nel sublime e nell'oscuro. Il ricercatore non è buono, comprensivo, delicato, lasciando le altre gamme emotive forti ai comuni mortali, anzi è totale nell'ira, nell'eros, nel dolore, nell'estasi e nella noia. Diffido di coloro che sembra non siano sfiorati da nulla e che chiamano equanimità il loro grigiore monocorde. Il ricercatore interiore esplora il sapore della VITA, cavalcandola, cadendo, risollevandosi, fratturandosi, entusiasmandosi, attivo testimone del flusso dell'energia che si muove e che muta continuamente.


27

Ciò che rende difficile procedere nella ricerca interiore è la tendenza della nostra mente a funzionare per opposti. Bisogna invece restare in equilibrio sul crinale; questo ci insegna la Via di Mezzo del Buddha. Le affermazioni più diffuse sono: "Bisogna avere un maestro" oppure "Bisogna ascoltare solo il maestro interiore". "Bisogna seguire una Via" oppure "Ogni Via mi condiziona". "Bisogna fare una pratica di meditazione con disciplina e costanza" oppure "Bisogna gettare a mare ogni pratica". Si passa dalla cieca fede alla presunzione orgogliosa. Il maestro interiore nella maggior parte dei casi, dal livello in cui siamo, è soltanto una voce egoica che ci inganna. Nella mia esperienza una guida è fondamentale in alcuni tratti della nostra vita e della nostra ricerca. C'è sempre qualcuno che è più sapiente di noi e che ci può aprire nuove prospettive e darci strumenti di consapevolezza. Ricorrere ad una guida non elimina assolutamente la responsabilità personale e la necessità di saper discriminare. Autonomia e condivisione possono benissimo stare insieme. Anche sulle "pratiche" il discorso è simile. Una pratica è necessaria per agire sul nostro biosistema, sulla nostra struttura, sviluppando uno sguardo di consapevolezza che diventa sempre più chiaro. La pratica però non deve sostituire la vita, ma essere immessa nella vita, altrimenti diventa un rito vuoto. Inoltre una pratica agisce se è costante: passare da una pratica all'altra non porta da nessuna parte. Ve lo dico per esperienza diretta. Ci vuole sempre tanta umiltà per stare nella Ricerca…qualità davvero rara!


28

In ogni bellezza che la vita ci offre si cela una dolce nostalgia dell'anima.


29

Invece di dire "sono fidanzato", non sarebbe più bello ritrovare il senso nobile della parola "amante"?



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Dr. Roberto Maria Sassone, Psicologo Psicoterapeuta, iscritto all'Ordine degli Psicologi del Lazio n. 2504 - Elenco Psicologi Psicoterapeuti - Partita iva: 07264320586

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