METASINTESI
- Roberto Maria Sassone

- 7 giorni fa
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Aggiornamento: 1 giorno fa
Ogni frammento verso il Centro
Rubrica di Scienza della Coscienza
LA DIPENDENZA SPIRITUALE
La perdita di ogni riferimento quotidiano e di ogni libertà consueta fa crescere il desiderio di consolazione, di verità e di spiritualità.
Questa esigenza potrebbe sembrare a prima vista un fenomeno positivo, ma là dove c’è un forte investimento emotivo, c’è immediatamente il pericolo della suggestione e della dipendenza.
Su questo terreno prospera la New Age che si propone come realizzazione di queste aspirazioni collettive, offrendo ormai numerose pratiche e tecniche che promettono la pace, la luce, l’amore e l’accesso ad altri stati di coscienza.
Crescono anche i messaggi delle canalizzazioni, che formalmente possono sembrare pieni di speranza e di benevolenza, ma che tendono a deresponsabilizzare gli individui.
Alle religioni istituzionalizzate, che perdono sempre più credibilità, vengono sostituite nuove ideologie accattivanti in cui esseri di luce, maestri incorporei, extraterrestri e creature angeliche danno continue comunicazioni.
So che questo discorso risulterà a molti impopolare, ma desidero farlo, proprio perché la dimensione del SACRO esiste, ma bisogna cercarla DENTRO DI NOI, senza diventare dipendenti da ideologie religiose e spirituali.
La spiritualità è una ricerca personale che avviene liberandosi dalle numerose sovrastrutture del pensiero, in piena autonomia.
La figura del guru, così come la conosciamo oggi, ha assunto una forma pericolosa e suggestiva perché promette la liberazione seguendo dei semplici metodi.
Un insegnante sincero non promette nulla; offre soltanto degli spunti e delle indicazioni che consentano agli allievi di procedere da soli, di forgiarsi la propria via, senza creare dipendenza.
Krishnamurti diceva: “Io posso essere la porta, ma siete voi che dovete passarci attraverso e trovare la libertà che sta dall’altra parte (…) Nessuno può darvi la liberazione, dovete trovarla dentro (…) Io non ho discepoli. Ognuno di voi è un discepolo della verità e non segue le persone. Continuo a sostenere che i vari rituali sono superflui per la crescita spirituale”.
“Sostengo che la Verità è una terra senza stranieri e che non potete accedere ad essa attraverso nessun sentiero, nessuna religione, nessuna setta. Questa è la mia opinione assoluta e incondizionata. Nel momento in cui avete compreso questo, vedrete come non è possibile organizzare una fede. La fede è una cosa strettamente individuale e non potete e non dovete organizzarla. Se lo fate essa muore, si cristallizza, diventa un credo, una setta, una religione da imporre agli altri. Questo è quanto tutti in tutto il mondo tentano di fare. La Verità viene immeschinita e ridotta a un giocattolo destinato ai deboli (…) Io non voglio appartenere a nessuna organizzazione di genere spirituale; per favore, cercate di comprenderlo (…) Nel momento in cui seguite qualcuno, cessate di seguire la verità.”
Bisogna imparare ad esercitare la facoltà della discriminazione per saper leggere queste parole così nette, a cui aderisco profondamente. Il discorso di Krishnamurti non istiga a svalutare la sapienza dei grandi maestri dell’umanità. Egli riconosceva l’autorevolezza di Cristo e di Buddha. Ispirarsi alla loro esperienza e ai loro insegnamenti è una nobile attitudine. Ma i grandi esseri sono una porta, come diceva Krishnamurti. Tocca a noi varcarla. Totalmente diverso è diventare seguaci, perdendo la propria autonomia di spirito.
Anche Rudolf Steiner sosteneva che il maestro dovesse essere uno che suggerisce, ma che è l’allievo che si deve assumere la responsabilità della propria disciplina e della propria ricerca:
“La scienza esoterica dà indicazioni. A nessuno essa impone una verità, non proclama dogma alcuno, ma indica una via (…) Anzitutto bisogna liberarsi dall’idea che occorrano pratiche strane e misteriose per arrivare a conoscenze superiori”.
Scrivo queste parole proprio perché ritengo che la ricerca del Sacro sia l’impulso più vero che esista nell’essere umano e che questo impulso, così potente in questo periodo venga spesso sfruttato da persone in malafede oppure da chi, credendosi in buona fede, diventa strumento di altre forze che si ammantano di luce. È più pericolosa una verità manipolata che una menzogna manifesta.
Sri Aurobindo è molto chiaro su questo pericolo e mette in guardia ogni ricercatore spirituale: “Numerosi esseri dei piani inferiori sono di un’affascinante bellezza con la quale possono incantarvi. Il sadhaka si sente in contatto con qualcosa di più vasto e di più potente (…) Egli sente l’influsso di qualche Potere, Essere o Forza più grande di lui, aspira ad esserne lo strumento e pensa di essersi sbarazzato dell’ego. Ma questa illusione di assenza dell’ego nasconde spesso un ego più grande. Vengono e s’impossessano di lui e della sua mente idee che sono parzialmente vere e, per un uso sbagliato che nasce da un’eccessiva fiducia, si trasformano in menzogna(…) Egli riceve suggestioni, a volte romanzesche, che lusingano il suo senso d’importanza o rispondono ai suoi desideri, ed egli le accetta senza esaminarle o senza controllarle con discriminazione (…) Il sadhaka corre il pericolo di diventare lo strumento di qualche formazione dall’apparenza splendida…Niente è più facile che imitare la Voce o l’Immagine della guida…”
Naturalmente il contenuto delle comunicazioni richiama in genere messaggi edificanti, di pace, di amore, moniti del pericolo che incombe sulla Terra, che hanno un fondamento di verità.
Confesso di avere un po’ di disagio nel dire queste cose che possono sembrare visionarie, ma sento il dovere etico di mettere in guardia i giovani ricercatori inesperti.
Personalmente ho la certezza di un Essere che chiamiamo il Divino e che ogni individuo sia nella sua essenza parte di Esso, così come credo nell’esistenza di esseri splendenti di Sapienza. Ma proprio per questo ho cura che sia preservata la Bellezza di questa Dimensione.
ESSERE NEL PRESENTE
Essere nel presente, essere nel qui ed ora...anche questo è stato usato dall'ego per continuare a perpetuare il sonno degli individui. Persino alcuni insegnanti di meditazione sono complici di questo uso improprio.
Quando si dice che esiste solo il presente è vero nella dimensione umana della consapevolezza, ma non significa vivere una dimensione egocentrica, quasi epicurea, per cui ogni altra conseguenza non ha importanza. In effetti ogni azione del presente porterà a degli effetti; perciò il presente non è separato dal futuro. Noi abbiamo la responsabilità del presente. Anche il passato ha una funzione fondamentale, perché è il nostro magazzino di esperienza, che ci consente di poter discriminare le rette azioni, avendo appreso dagli errori del passato.
Il qui ed ora quindi è piena presenza consapevole del momento presente, ma è anche inserito nel flusso del nostro processo evolutivo.
Dire "penso solo al presente" è quindi un atteggiamento superficiale che manifesta un menefreghismo e non tiene conto della grande capacità dell'essere umano di prevedere e progettare.
APPUNTI DI TRASFORMAZIONE
1) L'individuo è completamente identificato col suo ego. È nella caverna del mito di Platone.
2) Si accorge di essere identificato col suo ego e di essere quindi in trappola.
3) 0sserva e conosce le disfunzionalità del suo ego che si esprimono in condizionamenti, conflitti e bisogni indotti.
4) Diventa consapevole che il suo ego è illusorio e impermanente ed inizia ad uscire dalla caverna.
5) Rende gradualmente funzionale il suo ego per permettere al Sé di manifestarsi ed esprimersi attraverso di esso.
6) Sposta sempre di più il suo centro di coscienza dall'ego al Sé, tramite una Via di Conoscenza (Sophia)
7) Durante tutto il processo si radica sempre di più all'intelligenza del Cuore che è il collegamento con l’Essere psichico, la scintilla divina.
8) Al posto dell'ego si manifesta il Logos divino di cui l’Essere psichico è un'espressione.
Ovviamente questi sono soltanto appunti di viaggio, linee guida per offrire stimoli di un processo che ognuno può esperire con sue proprie modalità.





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