Il Testimone silenzioso



Per quasi tutta la vita ho creduto di essere cosciente e consapevole perché avevo un'opinione sulle cose e credevo di saper interpretare la realtà che mi appariva giorno per giorno. Farò queste considerazioni in prima persona perché in fondo mi sembra più onesto, anche se certe esperienze sono descritte da numerose persone in contesti ed epoche diverse.

Dopo svariati anni ho iniziato ad "accorgermi" in modo evidente che la maggior parte di opinioni e di credenze è frutto di schemi mentali che  diamo per scontati per il semplice motivo che nasciamo con essi, ne siamo pervasi dai primissimi anni di vita e formano il funzionamento della nostra struttura psicosomatica, influenzati dalle sensazioni e percezioni corporee dell'habitat familiare, culturale e religioso.

Quando uso l'espressione "accorgermi" non intendo che lo sappia a livello cognitivo. Queste nozioni sono molti a saperle. Intendo invece dire che percepivo chiaramente la "sensazione" della gabbia mentale ed emotiva. La trappola mentale non è solo quella familiare, ma la più pericolosa e costrittiva e quella ideologica e religiosa che muove intere masse di individui. Dai condizionamenti familiari è relativamente facile uscirne, ma l'inconscio collettivo che permea una cultura, una nazione ed una civiltà è una piovra che ci avvolge senza che ce ne rendiamo conto. Modelliamo la nostra vita su costrutti mentali profondamente radicati che dettano leggi insindacabili di condotta morale. Ecco perché il dialogo interreligioso è quasi impossibile. Come si fa a convincere chi è cresciuto in una determinata religione che certe credenze sono assurde? I simboli diventano realtà che permeano gli individui. Se sacrificare un essere vivente è stato considerato per secoli un atto di devozione o un atto politico e si è cresciuti in quel modello, scollarselo da dosso è un'impresa impossibile per la maggior parte di esseri umani di quella cultura. Ma questo accade a noi, presunti occidentali evoluti, e non solo nelle culture che consideriamo lontane da noi. Esistono quindi numerose morali in contraddizione tra loro. 

Il digitale in breve tempo (parliamo di decine d'anni) ha ulteriormente complicato questo processo illusorio e reso la trappola ancora più subdola. L'immagine si è sostituita alla realtà, la forma al contatto autentico. Anche il denaro è un impulso nella immensa rete informatica. Fra poco anche il contante sparirà e tutto sarà simbolo evanescente, Il mondo virtuale toglie consistenza agli oggetti e rende appetibili quelli simbolici che l'economia rende desiderabili per motivazioni esclusivamente legate al mercato. L'oggetto non ha valore per ciò che può determinare realmente, ma perché è simbolo di benessere. Un esempio smaccato di questo processo di induzione di desideri che mi colpisce proprio in questi giorni è il seguente: da circa un anno sono ormai entrati in commercio i televisori 4K che hanno una maggiore definizione di immagine. Malgrado i DVD con film in 4K siano ancora pochissimi, sono già in vendita i televisori in 8K che non hanno nessun softwere! 

Gli individui hanno sempre minor scelta perché organismi sovranazionali costringono a modificare le condotte di vita. Fra poco chi non avrà le linee ed i cellulari 5g sarà tagliato fuori dai comuni servizi. Poco importa se non sono stati fatti studi approfonditi sulla dannosità delle microfrequenze per il corpo umano; ormai il processo deve andare avanti come una macchina che non abbia più freni. Questo significa che anche sul piano psichico vi è un'accelerazione insostenibile di stimoli, condizionamenti e nuovi pseudovalori, che distorcono ancor di più la percezione della realtà. 

Ritengo che siamo sull'orlo di una catastrofe evolutiva. Sono certo di questo perché qualsiasi processo adattivo dell'umanità ha bisogno di tempi lunghi di trasformazione e di sedimentazione per ritrovare un equilibrio su una diversa ottava.. Ma il biosistema umano non può farcela a sostenere un cambiamento cosi rapido. Quello che non so invece è la conseguenza di questa catastrofe, anche se credo che solo una crisi totale sia necessaria per smantellare questo mostro di pseudociviltà che abbiamo creato. Come dicono Sri Aurobindo, Mère e Satprem una nuova umanità può nascere solo dall'asfissia della vecchia.

Ho messo in evidenza come questo fitto reticolo ideologico renda sempre più adulterata la nostra capacità di VEDERE. Cosa diciamo quindi quando sosteniamo di essere consapevoli? Quali filtri stiamo inconsapevolmente adoperando? La questione non si può risolvere in maniera puramente cognitiva. Solo gettando uno sguardo fuori dalla trappola mentale si può avere un primo sguardo VERO che, vi assicuro, è estremamente shoccante! Avviene in maniera simile a ciò che è descritto nel film Matrix. Si esce dal sogno ad occhi aperti e ciò che si vede crea un vero trauma. Ma affinché questo salto sia possibile bisogna cambiare punto di osservazione e per farlo ci si avventura in un lungo viaggio interiore che attiva gradualmente un processo volto a creare (oppure a ritrovare) un Centro di coscienza che non è implicato in questa costruzione illusoria che chiamiamo EGO. Nel mio caso ho sperimentato che la pratica di meditazione è fondamentale per attivare questo processo. Da questo Centro interiore nasce uno sguardo silenzioso che è chiamato Testimone e che vede oltre le strutture mentali, come il sole oltre le nuvole.

Da quel momento il mondo non sarà più lo stesso e ci vogliono anni ad abituarsi a questo nuovo sguardo e alla consapevolezza che esso produce. Tutto cambia segno: rapporti, affetti, valori, desideri. La morale crolla e viene sostituita da quella che chiamo etica. Ciò rende difficile vivere nel contesto sociale in cui i valori sono altri ed anche i punti di vista, persino quelli colti, appaiono come vuote costruzioni. Diventa forte la tentazione di uscire fuori dalla maggior parte di organizzazioni, collaborazioni, gruppi, associazioni. E' facile diventare misantropi, non per presunzione, ma per solitudine dovuta a mancanza di scambi reali. Anche ciò che è chiamato amore svanisce e viene sostituito da uno stato indescrivibile. Vivere è molto difficile perché questo nuovo stato è intermittente oppure convive con il vecchio, creando un vero conflitto che per fortuna col tempo si attenua, man mano che quello sguardo silenzioso diviene sempre più permanente.

Ma il Testimone silenzioso è il bene più prezioso che si possa a mio avviso desiderare perché consente di vedere la natura assoluta della vita e di ciò che sei veramente al di là della forma. 



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Dr. Roberto Maria Sassone, Psicologo Psicoterapeuta, iscritto all'Ordine degli Psicologi del Lazio n. 2504 - Elenco Psicologi Psicoterapeuti - Partita iva: 07264320586

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