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L'INGANNEVOLE PERCEZIONE DI ESSERE SEPARATI




Una vita intera di personale ricerca interiore, sia nel campo psicologico che in quello spirituale, malgrado i miei evidenti limiti, emersi sempre più chiaramente col passare del tempo, mi hanno però consentito di togliere molti veli che coprivano i miei occhi. Poco per volta ha preso forma la consapevolezza che siamo di fronte al crollo evidente dell'intera organizzazione umana così come si è costituita fino ad ora.

La finanza, la politica, l'educazione, la spiritualità, tutte basate sui pseudo-valori del potere, dell'accumulo, del consumo, del conflitto, della guerra e del benessere materiale, stanno crollando.

Credo che ormai questo processo sia inevitabile e faccia parte di un ciclo evolutivo che ha fatto il suo corso.

Il materialismo come visione della vita si basa sostanzialmente sul narcisismo egocentrato e sulla sua caratteristica di percepire ogni aspetto del mondo come separato. L'io egocentrato sente di essere separato da tutti gli altri individui, dagli animali, dalle piante, dalla natura, dalla Terra e dall'universo.

Nella percezione egoica ogni essere vivente diventa un oggetto e, come tale, può essere usato e sfruttato. Accumulare più potere possibile diventa quindi l'unica garanzia di sopravvivenza ed il potere stesso viene assunto come Valore assoluto.

Finché l'essere umano continua a vivere nella "coscienza separativa" non vi è a mio avviso nessuna possibilità di cambiare paradigma. Questo è il motivo per cui non credo più nell'efficacia di intervenire con mezzi politici ed ideologici. Ritengo invece che si debba intervenire nel campo dell'educazione interiore in maniera "pratica", fornendo insegnamenti e soprattutto "pratiche interiori" psicologiche e meditative (spirituali) che consentano di spostare gradualmente il centro d'identità dall'ego al Sé.

Ma questa non è una strada facile e, tra l'altro è attualmente molto contaminata. Chi sceglie la "via interiore" deve essere animato da una "retta conoscenza" e da un "retto intento", usando il linguaggio del Buddhismo. Chi crede che la via interiore o spirituale, sia una passeggiata di benessere, si inganna. È una via eroica, che prende tutta la vita, è un via d'azione, una via pratica, che consiste nello smontare i condizionamenti, di visitare le ombre, di svelare la nostra menzogna, oltre a risvegliare un'attenzione consapevole, un testimone, che ci consenta di vedere gli inganni del nostro ego, fino al punto da iniziare a ritrovare nel silenzio e nella concentrazione, il "contatto" con la nostra "matrice spirituale" che Sri Aurobindo e Mère chiamano l'Essere psichico, la goccia divina che anima ognuno di noi, ma che nella maggior parte dei casi è completamente sommersa dal ciarpame del nostro egoismo.

La connessione con la "matrice interiore" cambia la coscienza, annullando la falsa percezione di essere individui separati.

Se ci si sente uniti a tutti gli esseri e ad ogni manifestazione della vita, scopriamo l'Amore, l'Unione; sentiamo di appartenere ad un più vasto Disegno e questa forte e dolce percezione di unione ci induce spontaneamente alla collaborazione e al Bene comune.

La via interiore non è consolatoria perché è una via di Sincerità e di Verità, ma secondo me questa è la nuova ed unica direzione futura del cambiamento sostanziale degli individui.

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