L'INIZIAZIONE (prima parte)

Aggiornato il: 30 dic 2020


Credo che sia utile riprendere e sintetizzare quella che per me è la Tradizione iniziatica, la Filosofia Perenne, che scorre trasversalmente nella storia umana nascosta.

Ovviamente il mio intento è di fornire soltanto degli spunti basilari. La Via iniziatica non può essere trasmessa nella sua operatività attraverso libri e scritti, che purtuttavia possono essere lo stimolo iniziale per chi abbia in sé la vera QUALIFICA.

Inizio questa serie, estrapolando alcune regole ed insegnamenti fondamentali, da Rudolf Steiner (1918)

Seguiranno altri autori di diverse tradizioni.




Rudolf Steiner - L'Iniziazione (1918) - Ed. Antroposofica Milano


“Spero di essere riuscito a spiegare come, per chi aspiri alla disciplina occulta (esoterica) in modo conforme alle condizioni spirituali del presente, importi più di mettersi in diretta relazione col mondo spirituale obiettivo che non con la personalità di un maestro. Nel corso della disciplina esoterica questi (il maestro) è chiamato ad assumere sempre più soltanto la figura dell’aiuto, dell’insegnante…”


“Ognuno può essere sicuro che in qualunque caso l’iniziazione gli giungerà, purché vi sia in lui seria e degna spirazione alla conoscenza.

Esiste infatti per tutti gli iniziati una legge naturale che li spinge a non negare a nessun vero aspirante la conoscenza che gli è dovuta.

Vi è un’altra legge, altrettanto naturale, che inibisce venga comunicato qualcosa della conoscenza esoterica a chi non ne sia chiamato”.


“All’inizio si deve avere un preciso atteggiamento fondamentale dell’anima. L’esoterista chiama questa disposizione di base sentiero della venerazione, devozione di fronte alla verità e alla conoscenza. Soltanto chi la abbia può divenire allievo…”


“L’iniziato ha conquistato la forza di sollevare la testa fino alle vette della conoscenza soltanto perché ha condotto il suo cuore nelle profondità della venerazione e della devozione. Si può ascendere alle altezze dello spirito soltanto attraverso la porta dell’umiltà.”


“Occorre però sottolineare che nei riguardi della conoscenza superiore non si tratta di venerare gli uomini, ma la verità e la conoscenza.”


“Se incontro qualcuno e biasimo è biasimo le sue debolezze, mi tolgo forza per acquistare conoscenze superiori. (…) Non basta col proprio contegno dimostrare un rispetto esteriore verso un essere. Devo avere quel rispetto nei miei pensieri. Il discepolo…deve sorvegliare i pensieri di irriverenza e di critica negativa nella sua coscienza.”


“Il cammino del discepolo dell’esoterismo per il sentiero della conoscenza si compie in modo silenzioso e inosservato dal mondo. Non occorre che alcuno percepisca in lui un cambiamento. Egli continua a compiere i consueti doveri; provvede ai suoi affari come prima. La trasformazione si svolge soltanto nell’interiorità della sua anima che sfugge allo sguardo esteriore.”


“Chi corre da un’impressione del mondo all’altra, sempre in cerca di distrazione, non trova la via della scienza esoterica.”


Il discepolo dell’esoterismo non deve rendersi insensibile al mondo.”


“Chi vuole soltanto godere delle varie impressioni (della vita) che si succedono, attutisce la propria capacità conoscitiva. Chi invece, dopo aver goduto (della vita) lascia che il godimento gli riveli qualcosa, coltiva ed educa la propria capacità conoscitiva. Deve però abituarsi a non dare soltanto ascolto all’eco del godimento, ma elaborare il goduto nell’attività interiore, rinunciando a gioirne ulteriormente. Qui lo scoglio è assai grande e pericoloso.

Rendendosi insensibile al godimento (piacere), diventa come una pianta che non sia più capace di attirare dall’ambiente circostante alcuna sostanza nutritiva. Se invece si arresta al godimento, si chiude in se stesso: avrà soltanto valore per sé, non per il mondo.

(L’allievo) non impara per accumulare tesori per sé, ma per mettere ciò che ha imparato al servizio del mondo.”


Ogni conoscenza che tu cerchi solo per arricchire il tuo sapere, per accumulare tesori, ti fa deviare dalla tua strada. Ogni conoscenza che tu cerchi per maturarti sulla via della nobilitazione dell’uomo e dell’evoluzione del mondo, ti porta avanti di un passo.”


Nessun maestro della vita spirituale vuole esercitare un ascendente su altri uomini. Sorveglia ogni tua azione, ogni tua parola, in modo che per opera tua non si tocchi la libera volontà di qualcuno.”


“Procurati momenti di calma interiore e in tali momenti impara a distinguere l’essenziale dal non essenziale.” (Pratica) la tranquilla autosservazione interiore (meditazione).”


“Non occorre che vi siano cambiamenti (esteriori) nella vita corrente del discepolo. Attende ai suoi doveri come in passato; continua a sopportare i medesimi dolori e a sperimentare le medesime gioie.”

“La calma dei momenti di isolamento eserciterà la sua azione anche sulla vita quotidiana.”


La meditazione è il mezzo per arrivare alla conoscenza sovrasensibile. Con la meditazione si ha nell’allievo una vera trasformazione. Conviene sempre ripetere che tale trasformazione non lo rende estraneo al mondo.”


Le persone che veramente sanno sono tra le più modeste e sono ben lungi dal desiderare quello che gli uomini chiamano potere.”


“Chi si eleva con la meditazione a ciò che lo congiunge allo spirito, comincia a dar vita in sé all’elemento eterno che non è limitato a da nascita e morte (anima). Può dubitare dell’elemento eterno soltanto chi non lo ha sperimentato.

La meditazione è così la via che conduce alla conoscenza, alla visione del nocciolo eterno indistruttibile del proprio essere.”


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