Appunti d'anima e libero pensiero (marzo, aprile, maggio 2020)

Aggiornato il: giu 1



Numerosi individui vogliono la libertà,

ma non la responsabilità che essa comporta.

Per questo motivo la chiedono come un dono

e non come un diritto,

ma chiamano libertà

poter continuare a consumare in santa pace,

senza doversi preoccupare

d'impegnarsi ad offrire la loro partecipazione

al benessere collettivo.

Essere liberi non significa

soddisfare esclusivamente gli impulsi egoisti.

La libertà coincide con l'empatia verso gli altri,

con la solidarietà e con la fratellanza.

Chiedere di essere liberi a chi si dichiara

padrone della nostra vita

equivale a chiedere l'elemosina.

La libertà è prima di tutto

LIBERTÀ INTERIORE.

Senza di essa siamo bambini

che chiedono di poter giocare indisturbati

sotto lo sguardo di adulti

che si prendano cura di noi e che vigilino.

Chiediamo loro di rassicurarci,

mentre stiamo nel parco giochi

che hanno fatto per noi.

Tutto questo è triste, inquietante, pericoloso.

Che fine ha fatto la dignità,

il fascino dell'esplorazione e della scoperta,

la gioia della creatività

e la spinta alle iniziative

che danno forma ai moti dell'anima?

Un mondo sta morendo di vecchiaia,

come nella storia è sempre accaduto

quando una società è decadente.

I cicli di trasformazione avvengono comunque,

anche se il potere consolidato

fino all'ultimo si oppone

e in ogni modo cerca di fermare la caduta.

Esiste una storia più vasta

di quella che conosciamo,

che fa parte di piani evolutivi

che sfuggono alla nostra conoscenza.

Noi siamo immersi in leggi universali

che si attivano in piani di esistenza

ancora sconosciuti.

La piccola Terra ha il suo ruolo

in una Logica vastissima

la cui Coscienza ci comprende

e ci include.



È una sensazione molto strana quella di sentire che chi dovrebbe tutelarti invece ti minaccia in vari modi, alcuni diretti e palesi, altri subdoli e sottili. Può farti perdere ogni sicurezza ed accrescere la paura, oppure può fortificarti, radicandoti maggiormente alla tua matrice interiore che ti rende invincibile e senza timore. Non ho mai imparato tante cose e non mi sono mai conosciuto così intimamente come in questi mesi. So che per molti è stato così. È una commedia che appare come una tragedia, ma non ha consistenza perché svela la miseria dell'ignoranza, mostra come il nostro ego è irrisorio e plasmabile, mette in evidenza la fragilità di molti esseri umani che tradiscono ogni valore, anche il più sacro, per una misera sopravvivenza. Ma come potrebbe essere tollerabile una vita in catene, con finte e minuscole libertà? Come accontentarsi di stupide gratificazioni, simili all'ora d'aria del carcerato? No, vivere così ha senso solo per rafforzare l'intima unione con la propria anima, sapendo che prima o poi lasceremo questo luogo di bassa evoluzione per tornare là dove già siamo...non senza aver prima combattuto!

In ogni epoca la logica del potere

è quella di donare piccole libertà

col ricatto sottinteso e più volte espresso

di toglierle se non ci si comporta secondo i suo dettami.

Le voci di eminenti studiosi

realmente esperti nel campo della medicina,

della finanza, del diritto

non vengono ascoltate

o per lo meno confrontate

per trovare un PUNTO D'INCONTRO.

Il dialogo reciproco delle parti

dovrebbe essere la base

della comunicazione e della collaborazione.

Bene e male sono categorie umane

e chi si muove nell'attitudine della visione globale,

senza essere assorbito dalla reattività emotiva,

dovrebbe avere la capacità di prendere atto

che tutto ciò che accade è fonte di conoscenza.

Nella separazione c'è un insegnamento.

Più ci si indurisce, maggiore diventa il senso di conflitto,

di opposizione, di lotta, di contrasto, di violenza.

Quando in un essere umano

si apre lo spazio rigoglioso del contatto

e la vita riprende a scorrere,

il cuore si espande e coglie

il valore profondo e luminoso

della solidarietà umana.

Nasce il desiderio di trovare

punti comuni di benessere.

Il segreto è scoprire che la nostra felicità

e collegata strettamente alla felicità degli altri.

Ecco che assume un'importanza fondamentale

il recupero della nostra matrice interiore,

il contatto con la nostra umanità nascosta,

con quella potente commozione di esistere

che vibra in ogni essere umano,

anche in chi lo ha dimenticato.



Una semplice constatazione è che per comunicare con una persona ci deve essere in quella persona una disponibilità ad ascoltare, pur avendo un altro modo di pensare. Nelle società matriarcali si discuteva insieme e ci si confrontava per trovare un ACCORDO.

Ma è inutile parlare con chi ha forti interessi personali da salvaguardare o con chi è completamente imprigionato nelle sue convinzioni. L'onestà e la consapevolezza sono le basi minime per comunicare.

Personalmente ho delle linee guida di pensiero che nel tempo si sono formate anche attraverso contraddizioni e cambiamenti di punti di vista. Varie volte ho dovuto ricredermi e accettare con serenità che mi ero sbagliato. Per tutti è così: si impara attraverso gli errori.

Ma non tutti sono disponibili a rivedere le proprie convinzioni perché spesso la nostra identità si è strettamente legata ad esse ed allora, cambiarle, dà la sensazione di perdere se stessi.

L'identità non è un insieme di idee, ma la sensazione di CONTATTO con se stessi, la percezione di ESSERE VIVI.

Sento di esistere non perché sono un insegnante o un fabbro o un medico, e nemmeno perché sono marxista, cattolico o materialista, ma perché MI SENTO, perché sento la vita che scorre in me, sento la CONNESSIONE con il mondo in cui vivo, SENTO LA MIA UMANITÀ.

Da questo SENTIRMI VIVO, scaturisce l'espressione dei talenti di ognuno che diventano poi scelte di lavoro, di vita e d'incontri.

Ecco perché credo che, al punto critico a cui siamo giunti, la vera rivoluzione debba essere la rivoluzione della coscienza, il cambiamento di paradigma interiore e di conseguenza esteriore.

Bisogna aggregarsi in comunità che abbiano già il seme della nuova coscienza, che sentano chiaramente la potenza della collaborazione, del rispetto e dell'amore.

Bisogna aprirsi alla matrice profonda che ci fa sentire di ESSERE, sviluppando il proprio potenziale umano e spirituale.

Ritrovare il CONTATTO INTERIORE ci rende come quelle sostanze reagenti che attivano un cambiamento nelle sostanze chimiche e producono uno stato di transizione che crea una trasformazione.



Molte persone si meravigliano del fatto che ci sia il rifiuto ad ascoltare l’opinione professionale di sempre più numerosi medici, virologi, e studiosi in settori collegati. La mia opinione, osservando attentamente i vari eventi di questi mesi, è che ci siano due diverse motivazioni per comprendere le motivazioni di questo atteggiamento.

La prima motivazione è che in realtà ci sono persone al potere che non vogliono ascoltare perché sono dentro una rete di interessi di cui sono fruitori e che consentono loro agi e privilegi. Queste persone sono a loro volta pedine di poteri più forti dai quali ricevono le briciole, ma che per loro sono sufficienti. Alcuni politici con i quali giustamente ce la prendiamo in realtà sono i portavoce di chi sta nell’ombra ed è il vero burattinaio. Loro recitano solo la loro parte e sono pagati bene per questo, anche se sono spiccioli rispetto ai guadagni di chi veramente manovra la trama sociale.

La seconda motivazione è che ci sono persone che davvero sono impaurite (alcune terrorizzate) perché sono convinte che essere contagiati sia sinonimo di morte. I media ufficiali hanno condotto una grande campagna di terrorismo e non hanno corretto il tiro quando si è scoperto che ci sono stati errori iniziali di procedure terapeutiche in base a diagnosi sbagliate. D’altra parte i medici si sono trovati a dover affrontare un tipo di coronavirus mutato ed hanno dovuto comprendere da soli e grazie alla loro esperienza il decorso di esso e quali processi attivi nel corpo. Sono stati proprio i medici di trincea quelli che hanno molto presto compreso che era stato preso un abbaglio dagli enti ufficiali e che hanno indicato altri metodi di cura. Il problema che fa riflettere è che solo adesso si inizia ad ammettere che ci sono cure adatte e che si può guarire con maggiore facilità.

Ma il paradosso e che queste stesse persone si arrabbiano oltremodo con chi vuole riportarle a più miti consigli e che dice loro che possono stare molto più tranquille. Sono attaccate alla loro paura e vedono nello stato un grande padre che li deve mantenere al sicuro e protetti.

Che dire quando si vedono persone sole che viaggiano in macchina con la mascherina? Il messaggio che è passato è che l’aria stessa sia appestata. Guai se medici esperti dicono che le mascherine producono ancora più possibilità d’infezione perché sono una specie di serra per la coltura dei virus e che gli stessi passano tranquillamente attraverso di esse.

Ciò che è evidente è che c’è in atto un vero condizionamento e che l’Italia è la nazione più rigida nelle norme di distanziamento sociale e di limitazione di libertà.

Spero che presto la verità venga a galla, qualsiasi essa sia, e che un maggior numero di persone apra gli occhi e coltivi sempre di più uno spazio interiore di consapevole libertà.

La paura offusca ogni capacità di discriminazione e rende schiavi.


I nostri corpi hanno una grande intelligenza, se li si nutre di Bellezza e di Coscienza.

Ho una fiducia totale nel mio corpo che ha tutte le risorse per affrontare i pericoli eventuali.

Ma se i corpi sono divenuti ignoranti non c'è nulla da fare. Diventano carne da macello per quei pochi che hanno il potere e l'interesse di usarli.

Personalmente mi esporrei tranquillamente senza alcuna protezione, certo di non essere contagiato, ma rispetto gli altri e le loro paure.

Ma la più grande libertà è il sereno rapporto con la morte, un evento naturale, che rende ancora più significativa la vita, ma la vita vera, non quella da carcerati, da drogati di inutile benessere, di ipnotizzati da luci artificiali.

Vedo con orrore che stanno tirando dentro a questo incubo i bambini, impedendo il gioco, la natura libera, pensando a braccialetti che vibrano per avvisarli che stanno infrangendo la distanza di sicurezza, prevedendo altri vaccini obbligatori.

È un'epoca oscura in cui ci stiamo giocando la nostra umanità.

Vedo con preoccupazione che tanti cittadini invece chiedono alle istituzioni di proteggerli, di farli restare in un utero sicuro. Sono già contaminati nel cuore, sono già obbedienti. Osservo una specie di regressione.

Tutto ciò è tremendo perché conferisce legittimazione al potere di pochi. Stiamo dando in un piatto d'argento le nostre vite proprio a coloro che ci stanno condizionando a non pensare liberamente.

Ma se così vuole la maggioranza, così sia. L'umanità non è così indispensabile alla Natura. Nell'infinita vastità dell'universo, gli esseri umani sono un piccolo formicaio.

Eppure, malgrado questi segni scoraggianti, malgrado mi sembra che una cospicua parte si umanità rinunci alla sua dignità, ancora non ho perso le speranze in una svolta evolutiva della coscienza umana.

Da parte mia continuerò a lottare in maniera incruenta per il valore della libertà naturale, forte del fatto di avere sempre accanto a me la morte come amica.



È incredibile la solerzia con cui le televisioni di regime insistano col dire che ormai non sarà più possibile tornare a condizioni di contatto umano! Lo sottolineano con insistenza, facendolo passare come una condizione perenne! Dovremo sempre convivere con il virus! Niente è permanente sulla Terra, neanche il contagio. Invece di dare informazioni chiare e dire che ci sono nuovi protocolli di cura che si stanno rivelando efficaci, a detta di molti medici di trincea che conoscono bene ormai il problema, ventilano lo "spauracchio" di un certo distanziamento sociale, come se fosse una condizione permanente e non provvisoria. Instillano continuamente questo messaggio che cerca di fomentare altra paura. Barattare la nostra vita con un'incerta sicurezza è una barbarie. Se la Vita è confinata o si indebolisce e si ammala ancora di più o si ribella. Ma personalmente non credo che sarà così e non mi faccio prendere da queste suggestioni. È certo che il mondo non sarà più lo stesso, ma purtuttavia torneremo ad abbracciarci, a camminare a fianco, a riunirci in gruppo senza distanziamenti. Cambierà certamente lo coscienza delle persone, il significato dei valori fondamentali e del rapporto con la natura. Cambierà l'uso del nostro tempo che tornerà ad avere importanza per ognuno di noi, tempo per tornare a vivere con una maggior sensibilità e con l'amore per ciò che è essenziale. Questo è il mio augurio.

Ormai dopo due mesi di attento ascolto, riflessioni e ricerche, mi appare evidente che, al di là delle diverse interpretazioni di tutto ciò che sta accadendo, è in atto un reale processo di enorme confusione e d'induzione alla paura. C'è una coltre di menzogna; questo è ormai chiaro. Non entro nel merito delle responsabilità, ma voglio mettere in evidenza che la tendenza è di rafforzare l'idea che comunque dovremo vivere con limitazioni, ventilando addirittura che ci saranno probabili riprese del contagio, che non sarà possibile avere contatti, che è necessario che il controllo su di noi debba essere più completo, che dovremo convivere con il virus... È una specie di condanna a vita che ci viene passata. Tutto ciò viene raccomandato...."per il nostro bene". A questo punto molti ormai si sentono minacciati e sono disposti a qualsiasi cosa, vaccini, braccialetti, applicazioni e quant'altro, pur di sentirsi sicuri, avendo perso ogni forma di discriminazione e di pensiero critico. Da parte mia esorto a non entrare in questo meccanismo di confusione, di non farsi catturare da tutte queste informazioni contraddittorie, perché così restiamo agganciati alle paure e ci contaminiamo, non col virus, ma peggio, si contamina la nostra coscienza. Non facciamoci travolgere dall'Ombra. Chi ha contatto con la propria pienezza interiore resti comunque nella Luce, abbia una visione vasta, stia nella Fiducia e, pur nella difficoltà, creda nelle grandi risorse che sono dentro ognuno di noi. Con questo discorso non intendo dire che uno debba uscire di casa o no, farsi il vaccino o no. Questa deve essere una libera scelta, Chi sono io per arrogarmi questa autorità? Il mio discorso tocca solo il piano della consapevolezza e poi ognuno si deve muovere secondo coscienza. Ovviamente ho le mie chiare posizioni personali. Non le metto sul piano della ragione e del torto. MA SOPRATTUTTO MI PREME CHE SI RIESCA A NON FARSI COINVOLGERE DALLA PAURA ESTREMA. So che questo virus è molto contagioso, so che sono morte varie persone, ma so anche che ormai molti medici che stanno in trincea hanno constatato che l'approccio iniziale di cura è stato sbagliato e che si può intervenire con farmaci molto comuni nella prima ed anche nella seconda fase del contagio, impedendo molto spesso di arrivare alla terza, ovvero si può curare a casa, senza arrivare agli estremi della malattia che allora diventa veramente molto pericolosa. Non sono un negazionista. Ma l'informazione ufficiale non le dice queste cose e mi domando perché., quando invece si comincia a conoscere l'efficacia di queste procedure preliminari alla terza fase. Quindi torno a dire con forza di restare nel nostro più alto livello di coscienza e saper riconoscere la PAURA IRRAZIONALE, MANTENENDO PERÒ LA CAPACITÀ DI DISCRIMINARE E DI NON ABBANDONARSI AD AZIONI REATTIVE E VIOLENTE.



È orrendo parlare di "distanziamento sociale" e soprattutto imporlo come una NUOVA CONDIZIONE FUTURA.

Per distanziamento sociale non si intende quello meramente SPAZIALE, ma un distanziamento molto più pericoloso, quello emotivo...il messaggio che VIENE TRASMESSO è questo...

Non c'è solidarietà, umanità, empatia. La fobia del contagio ha assunto dimensioni paranoiche, superiori alla reale pericolosità.

Bisogna invece invogliare ad essere più SOCIALMENTE UNITI.

IL SISTEMA È AUTORITARIO E INDUCE PAURA.



Fino a pochi anni fa le donne gridavano con piena ragione:

"IL CORPO È MIO E LO GESTISCO IO".

Come sempre erano e sono un passo avanti!

Ora ognuno di noi deve riprendere questo grido di libertà, ricordando che la LIBERTÀ NON DEVE ESSERE CHIESTA,

ma ognuno di noi se la deve riconoscere e riprendere.

Ma per essere liberi bisogna SENTIRCI LIBERI.

Qualsiasi potere attecchisce e si rafforza su tutti gli individui che non sentono la libertà interiore e quindi diventano ricattabili.

Chi sente la libertà della sua Coscienza NON TEME NEMMENO LA MORTE.



La Fiducia non è una vaga fede impersonale, ma è la Sensazione percepita dell'Armonia della pulsazione vitale del corpo.

Il nostro biosistema, quando è completamente vissuto, dona Gioia e senso di Unità perché è in accordo con la pulsazione di tutta la Vita che è collegata in un Campo globale.

L'intero Universo è in noi e noi siamo nell'Universo. Ma non c'è nessuna differenza né separazione tra noi e l'Universo.

Ogni individuo che ha contatto con la sua Matrice profonda avverte con chiarezza questo collegamento e questa comunione con Esso.

La paura irrazionale rompe questo Contatto, sia con la Matrice individuale pulsante che con il continuum universale e genera solitudine, smarrimento e sradicamento.

Oso dire che la spiritualità è la conoscenza di questo Contatto, sia sul piano individuale che universale e il Divino è la Coscienza che anima l'intera manifestazione universale che potremmo anche chiamare l'Intelligenza del Creato.

Nessuna logica e nessuna fede può sostituirsi all'esperienza diretta di questo Contatto di cui ogni individuo è responsabile.

Il Contatto con la nostra Matrice attiva inesorabilmente il sentimento della solidarietà umana, dell'azione etica, e del pieno rispetto di ogni forma di vita.

Wilhelm Reich diceva: "La verità è pieno e immediato contatto tra il Vivente che percepisce e la Vita che è percepita (...) La verità è quindi una funzione naturale, nel mutuo rapporto tra il Vivente è ciò che è vissuto" (L'Assassinio di Cristo, pag 241).

Ma la perdita di contatto con la pulsione vitale e il nostro Nucleo comporta la menzogna.

Continua Reich: "La verità viene evasa perché è insopportabile e pericolosa all'organismo che non è capace di servirsene. La verità significa pieno contatto con noi stessi e con l'ambiente che ci circonda. Verità significa anche riconoscere la diversità del proprio modo di vita rispetto a quello degli altri. Imporre al prossimo una verità che egli non può vivere, significa sollevare emozioni che egli non è il grado di sopportare (ibidem, pag 245).

"La verità non può essere piantata, né iniettata in un corpo che mente in ogni suo movimento, in un'anima che mente ogni volta che si esprime e non può farne a meno (Ibidem, pag 250).

Queste parole di Reich non hanno bisogno di alcun commento perché sono luminose per loro qualità e ci esortano a perseguire l'esplorazione e la ricerca nel campo del Contatto intimo, della relazione empatica e della coscienza di sé.



Per me non avrebbe senso vivere in una società in cui diventi regola un qualche tipo di distanziamento sociale e la marchiatura con un microchip, una specie di codice a barre sotto pelle.

Vivere non è questione di sopravvivenza, ma di QUALITÀ DELLA VITA.

È preferibile vivere meno anni, ma nella pienezza della possibilità di esprimersi liberamente, di avere relazioni nutrienti, di fare esperienze arricchenti, piuttosto che vivere molti più anni nel controllo, nella limitazione sociale, in un recinto virtuale.

Senza il contatto e lo scambio profondo l'essere umano avvizzisce.

SAREBBE LA DESERTIFICAZIONE MORALE ED EMOTIVA.

L'essere umano è fatto per espandere la sua COSCIENZA E CONOSCENZA, per esplorare, per scoprire la grandezza dell'universo e non per pascolare nei recinti.

Chi ha un pieno contatto con la Vita non teme la morte...



Per quanto mi riguarda si è parlato sufficientemente ed in modo esaustivo di questo contagio e molte persone si sono fatte una loro idea ed altrettante si sono arroccate su posizioni intransigenti da ogni parte.

Ora ognuno agisca secondo coscienza e personalmente desidero cambiare registro, ponendomi su un piano di principi, di esperienze, di processi di trasformazione.

Credo che sia chiaro il mio pensiero e la linea della Determinazione e non della violenza, dell'Azione retta e creativa e non scomposta ed irrazionale, della Conoscenza e non dell'ignoranza, del Confronto e non della contrapposizione, della Sintesi e non della tesi ed antitesi.

La differenza sarà fatta da chi si porrà su un piano di coscienza più alto, fatto di sincerità e di aspirazione ad un cambiamento di valori e che agirà, animato da questo spirito.

Ho fiducia che stia nascendo un movimento trasversale di coscienza intrisa di valori che restituiscano dignità all'essere umano, un movimento di solidarietà e di cooperazione sociale.

Nella storia talvolta avvengono delle svolte impreviste ed improvvise che sfuggono alla logica comune.

Conosciamo molto poco dell'essere umano e di come sia inserito in equilibri più vasti.

Ognuno compierà la sua azione al meglio di se stesso e si formeranno grandi Famiglie di anime in cui ci riconosceremo. Forse potranno anche apparire alcuni individui speciali che possano essere interpreti di questa nuova coscienza ed entrare nel tessuto politico e sociale.

Ma qualsiasi cosa accada sarà nostra responsabilità collettiva. Accadranno ancora molti altri avvenimenti e coraggiosamente li cavalcheremo.

A prescindere dalle scelte politiche, economiche e sociali che avranno preminenza, resta ormai un unico enorme problema: LA SALUTE DELLA TERRA.

Con esso dovranno fare i conti anche coloro che appartengono all'elite del potere perché anche loro vivono su questo pianeta.

Io ormai sono "anziano" e niente mi spaventa. Sono già grato di tutto ciò che ho vissuto fino ad ora. Ma penso continuamente ai giovani, ai miei figli e a quelli degli altri. Hanno addosso una difficilissima eredità, un'eredità scellerata di cui noi anziani siamo responsabili.

Vedo che ci sono però molti giovani brillanti e consapevoli che hanno compreso il gioco della menzogna del profitto e del consumo infinito, che sentono il desiderio di una Vita più semplice e vera.

Noi anziani possiamo offrire loro quel po' di consapevolezza che abbiamo acquisito, se ancora non abbiamo soffocato il Nucleo vitale e l'aspirazione alla Bellezza e alla Verità.

Ho ancora FIDUCIA nella svolta evolutiva dell'essere umano.



Sono triste stamattina.

Mi sembra che molti cittadini abbiano già abbassato la testa e barattino la loro dignità di esseri umani pur di avere impossibili ed illusorie certezze.

Non vogliono vedere che vengono fornite notizie false, ma che sono mescolate abilmente ad alcune verità, il che le rende credibili: questa è la grande capacità manipolativa.

Chi non vuole vedere, non sarà convinto mai, e negherà persino l'evidenza. Nella storia è già accaduto molte volte.

Quindi ho compreso che l'azione deve avvenire su un altro piano, seguendo la "teoria del piccolo stimolo".

Lascio agli altri eventuali azioni di diverso tipo: io non ci credo e non ne sarei nemmeno capace.

Seguo la "teoria della farfalla" del matematico e metereologo Edward Lorenz, per la quale piccoli variazioni producono a lungo termine grandi variazioni in tutto il sistema. Trovate molti scritti in proposito.

Di fatto tutti noi siamo responsabili di ciò che sta accadendo, anche se, non essendo una responsabilità diretta e palese, è facile attribuirla ad altri. Parlo di responsabilità etica, non sempre facile da comprendere.

Essere triste non significa per me rinunciare, ma essere ancora più vigile ed attento. Ci sono modi più sottili di agire.

Chi vuole comprendere comprenda!

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Dr. Roberto Maria Sassone, Psicologo Psicoterapeuta, iscritto all'Ordine degli Psicologi del Lazio n. 2504 - Elenco Psicologi Psicoterapeuti - Partita iva: 07264320586

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